Laurent Gbagbo e sua moglie sono stati catturati dalle forze speciali fedeli a Alassaine Ouattara nella loro residenza di Abidjan, in Costa d’Avorio.
Il presidente uscente, intenzionato a restare in carica anche se sconfitto alle ultime elezioni, è stato arrestato dalle forze repubblicane, ossia i ribelli che sostengono Alassaine Ouattara, riconosciuto dalla comunità internazionale come presidente del paese africano.
La notizia è stata confermata dall’ambasciatore francese in Costa d’Avorio. Gbagbo e la moglie sono stati portati all’hotel Golf, il quartier generale di Ouattara.
La crisi nel paese africano era iniziata con le elezioni del 28 novembre. La vittoria elettorale di Alassaine Ouattara, con il 54% dei voti, era stata proclamata il 2 dicembre 2010 ma il giorno successivo il Consiglio costituzionale aveva annullato il risultato in sette province, proclamando vincitore il presidente in carica Laurent Gbagbo, che aveva quindi deciso di rimanere al potere.
La comunità internazionale aveva però riconosciuto la vittoria di Ouattara, che si era rinchiuso nel Golf Hotel di Abidjan, protetto da 800 dei 10mila caschi blu dispiegati in Costa d’Avorio nell’ambito della missione di pace delle Nazioni Unite.
A seguito di questa crisi, la Costa d’Avorio era stata sospesa dall’Unità Africana, che aveva avviato una mediazione affidata a diversi presidenti africani, offrendo a Gbagbo un’aministia in cambio della sua uscita di scena.
Sia dalla Francia, che dagli Stati Uniti e dall’Onu erano giunti inviti perché Gbagbo si facesse da parte, mentre l’Unione europea aveva varato sanzioni nei suoi confronti.
Il prolungato braccio di ferro tra le due parti ha progressivamente aggravato la situazione nel paese. Le sanzioni internazionali e il blocco delle esportazioni di cacao hanno messo in ginocchio l’economia, vi è stato un crescendo di violenze fra i due campi e un milione di profughi ha lasciato il paese.
Lo scontro è diventato anche militare con i ribelli schierati dalla parte di Ouattara che hanno progressivamente assunto il controllo delle principali città.