Prevenire è meglio che curare e a volte può costare molto caro. Per precauzione contro l’influenza aviaria (2005) e contro l’influenza porcina (2009) i cantoni e la Confederazione avevano acquistato circa 150mila scatole del farmaco antivirale Tamiflu, per un costo di quasi 4 milioni di franchi.
L’epidemia non aveva colpito e progressivamente le confezioni del farmaco vanno verso la data di scadenza. Saranno bruciate progressivamente senza essere rimpiazzate, come scrive il Tages Anzeiger nella sua edizione odierna.
Il primo cantone ad aver bruciato le scorte è Ginevra, che nel dicembre 2011 aveva mandato nei forni le sue circa mille scatole.
Zurigo distruggerà i suoi stock quest’anno o al più tardi nel 2013. Unica eccezione il canton Argovia: la farmacista cantonale Muriel Sponagel aveva rifiutato di fare scorta della medicina, ritenendo che gli stock della Confederazione (circa 70mila scatole) fossero sufficienti. Una decisione che si è rivelata azzeccata.
La Confederazione distruggerà 30mila confezioni di Tamiflu nel 2013 e la rimanenza entro il 2016.
L’Ufficio federale della Sanità non si è espresso riguardo a nuovi stock, mentre i cantoni hanno fatto sapere che non rinnoveranno le scorte.
Chi ha tratto beneficio dall’operazione è il gruppo farmaceutico Roche, che a livello mondiale nel 2009 aveva venduto scatole di Tamiflu per 3.2 miliardi di franchi.
Warning: Attempt to read property "post_excerpt" on null in /home/clients/d43697fba9b448981cd8cd1cb3390402/web/content/themes/newsup/inc/ansar/hooks/hook-index-main.php on line 116