
Tempo libero, famiglia, lavoro, studio, salute e affari. Sono gli ingredienti del turismo, lungo o breve che sia; dal 2020 il mondo è cambiato e il comparto turistico ha vissuto una profonda crisi generale.
Il 2020 a Lugano? Un anno perso e prima lo ammettiamo, meglio è.
L’impatto del coronavirus sarà valutabile solo nel medio-lungo termine e dipenderà molto del suo comportamento. Mettiamoci nei panni di un potenziale turista, il che non è difficile.
Dal bombardamento di informazioni che riceviamo attraverso tutti media, emerge uno scenario chiarissimo: una grande confusione.
Primo: il virus è in calo ma potrebbe tornare.

Secondo: quando mi allontano da casa devo mettere in conto la possibilità di ammalarmi.
Terzo: nel posto in cui mi piacerebbe andare, temo di ammalarmi, e al mio rientro c’è la possibilità di contagiare le persone a me vicine.
Questo potrebbe essere con buona approssimazione del nostro scenario, su cui le parole dei media e dei politici svolazzano informazioni come uccelli neri: “passaporti sanitari”, “quarantene”, “distanziamento sugli aeromobili”, corridoi turistici” ecc. ecc. quindi sapete cosa succederà?
Tutto questo produrrà, nella testa delle persone, una sola decisione: stare a casa, e quindiniente vacanze oppure vacanze brevi e di prossimità (diciamo raggio 150/200 km), rigorosamente con mezzi propri, in situazioni ricettive conosciute e strasicure.
In tempi in cui tutti sono alla ricerca di ricette miracolose per uscire dalla crisi causata dal Covid-19, anche nel turismo si cercano soluzioni, ma quali sono le urgenze?
Costruire visioni, progettare, competenze sono gli argomenti che servono a sostenere Lugano.
Valorizzare il territorio, porre il turismo al centro di un insieme di attività, dare impulso alle nostre ricchezze paesaggistiche, sostenere l’enogastronomia, l’arte, il lago, sono i nostri paesaggi culturali, un capitale di inestinabile valore.
Al ritmo del movimento insieme alla ristorazione, hotellerie, commercianti e manifestazioni solo con competenza professionale superiamo l’emergenza “crisi di identità” e Covid-19.
Guido Sassi, esercente, candidato PLR al Consiglio comunale
