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Shock CBDC in Europa: l’euro digitale arriverà a ottobre 2025?

di Tiziano Boccacini, imprenditore

Una recente dichiarazione inattesa di Christine Lagarde indica ottobre 2025 come possibile data di lancio dell’euro digitale. Ma cosa significa davvero questa scadenza? Come dovrebbe reagire l’opinione pubblica e quali saranno gli effetti sui mercati?

Francoforte, 6 marzo 2025

Le voci hanno preso piede durante una sessione di domande e risposte con Christine Lagarde, presidente della BCE, in occasione di una conferenza stampa tenutasi il 6 marzo scorso a Francoforte. Tutto è iniziato da una domanda posta da un giornalista:

«La mia seconda domanda riguarda leuro digitale. Lamministrazione Trump ha deciso di sospendere il progetto della Federal Reserve sul dollaro digitale per circa quattro anni. Quindi sembra una specie di opportunità d’oro per la BCE e i piani per l’euro digitale. Qual è la posizione della BCE su questi sviluppi, anche alla luce di questi cambiamenti negli Stati Uniti, e come intendete accelerare il processo?»

Christine Lagarde ha risposto così:

«Condivido il suo punto di vista: alla natura non piacciono i vuoti. Abbiamo cominciato a lavorare alleuro digitale già da tempo, sin dall’inizio del mio mandato, cinque anni e mezzo faNon ne rivendico la paternità, visto che il mio collega Benoît Cœuré ne aveva già parlato prima del mio arrivo, ma ho certamente proseguito il lavoro. Successivamente, Fabio Panetta e ora Piero Cipollone, insieme a un team molto qualificato, stanno accelerando i tempi per coinvolgere tutti gli attori Parlamento Europeo, Consiglio Europeo e Commissione Europea così da poter rendere finalmente realtà leuro digitale. La nostra scadenza è fissata per ottobre 2025 e ci stiamo preparando per quella data.»

Non ci è voluto molto perché i social fossero invasi da titoli sensazionalistici sull’arrivo imminente dell’euro digitale, ovvero la CBDC (Central Bank Digital Currency) della BCE, già a ottobre 2025.

Ma è davvero così? La BCE lancerà effettivamente la sua valuta digitale già nel 2025?

La risposta, per fortuna, è negativa. Tuttavia, ciò non significa che questo non sia in programma.

Ma Scadenza in che senso?

Ottobre 2025 è il termine che la BCE ha imposto alla Commissione Europea per approvare una nuova legislazione UE. Questa nuova legge conferirà alla BCE poteri di controllo molto ampi, potenzialmente totalitari, paragonabili, secondo alcuni critici, alla legge dei pieni poteri (Ermächtigungsgesetz) del 1933.

Parlamento Europeo e Consiglio non possiedono un vero potere legislativo autonomo. Possono al massimo rallentare l’iter legislativo, ma l’iniziativa legislativa resta esclusivamente nelle mani della Commissione Europea, un organo non eletto.

Questa struttura ricorda quella della vecchia Unione Sovietica, che possedeva un parlamento puramente simbolico, senza alcuna reale capacità legislativa. Molti dei fondatori dell’Unione Europea, secondo l’economista Richard Werner, inventore del termine Quantitative Easing, si sarebbero ispirati proprio a quel modello sovietico di “democrazia apparente”.

Questi aspetti rimangono poco noti a causa della complicità dei media mainstream, che descrivono il Parlamento Europeo come un’istituzione pienamente democratica, ignorandone invece il ruolo di semplice ratificatore. Per ora non sembra che gli eurodeputati abbiano interesse a sollevare il problema di queste limitazioni strutturali, probabilmente soddisfatti dai generosi stipendi esentasse e da altri numerosi privilegi.

Tabella di Marcia della BCE

Tornando all’euro digitale, la tabella di marcia della BCE è ambiziosa e, dato il peso strategico del progetto per Bruxelles e Francoforte, appare probabile che la scadenza dell’ottobre 2025 venga rispettata. Questo però non significherà il lancio immediato, bensì la disponibilità del quadro legislativo necessario al successivo avvio operativo.

A questo punto è utile ricordare la roadmap delineata in precedenza dai pianificatori centrali della BCE:

Nel 2022, Joachim Nagel, a capo della sede tedesca della BCE (chiamata ancora Bundesbank per dare l’impressione che questa storica istituzione – un tempo banca centrale della Germania – esista ancora, e che la sua buona reputazione possa riflettersi positivamente sull’attuale BCE), dichiarò in sostanza che:

Una decisione sullintroduzione generale [delleuro digitale] sarà presa nellautunno del 2032.

Tutto ciò è perfettamente in linea con un principio ricorrente nell’UE: se si prendono decisioni impopolari oggi, la loro attuazione concreta viene posticipata di dieci anni, in modo che i politici attuali non abbiano alcun incentivo a opporsi.
Un esempio emblematico è rappresentato dal Trattato di Maastricht, approvato nel 1992: è la legge che ha istituito la BCE e ha posto le basi per l’euro come moneta unica. Tuttavia, la sua introduzione effettiva è avvenuta solo dieci anni dopo, nel 2002, con l’arrivo dell’euro in contanti nei primi 12 stati dell’Unione europea.

Naturalmente, questo meccanismo del “rinvio decennale” rappresenta anche una strategia ben collaudata: mentre la legge viene approvata con largo anticipo, alcuni elementi chiave dell’implementazione vengono messi in moto già ben prima della data ufficiale.

Basti vedere quanto accaduto il 31 dicembre 1998, quando il Consiglio Europeo stabilì un “tasso di cambio irrevocabile” tra il marco tedesco e l’euro, fissato a 1.95583 DM per 1 euro, effettivo dal 1° gennaio 1999.
È in quel momento che il marco tedesco fu di fatto sostituito dall’euro, anche se le banconote e le monete in marchi continuarono a circolare fino al 1° gennaio 2002, data in cui persero ufficialmente valore legale.

Dunque, secondo il discorso del presidente della Bundesbank Joachim Nagel, l’introduzione del CBDC – l’euro digitale – è stata in realtà decisa già nel 2022.
La sua adozione formale è prevista per il 2032, ma – proprio come avvenne con l’euro – la sua introduzione concreta potrebbe avvenire ben prima della scadenza ufficiale.

Caratteristiche Programmabili dellEuro Digitale

Ricordiamoci cosa comporterà davvero l’introduzione dell’euro digitale per gli europei. Significherà:

  • Sorveglianza e monitoraggio di tutte le transazioni, in tempo reale.
    I pianificatori centrali potranno sempre sapere dove sono, cosa fanno, cosa comprano i loro correntisti. La privacy, nonostante le rassicurazioni della BCE, diventerà un ricordo.
  • Intervento diretto nelle loro transazioni.
    Alcuni acquisti saranno autorizzati, altri no. Le CBDC non sono soltanto denaro elettronico, ma strumenti di controllo programmabili. Ogni volta che i correntisti staranno pagando qualcosa, invieranno una richiesta di approvazione alla BCE. E questa approvazione potrebbe non arrivare. Troppa CO₂ nel loro carrello? Troppa carne? Un libro “sbagliato”? Una donazione a un partito o associazione non allineata con le direttive globaliste o con il World Economic Forum? Un algoritmo dell’intelligenza artificiale programmato dalla BCE potrebbe decidere che è il caso di “indirizzarli” verso scelte diverse. L’avviso “la BCE dice no” potrebbe diventare una costante.
  • Censura e repressione della classe media pensante.
    L’utente ha partecipato a una manifestazione pacifica contro il governo, come i camionisti a Ottawa? Hanno espresso opinioni impopolari su Twitter/X? Il loro accesso ai fondi potrebbe essere bloccato senza preavviso. Molti, per paura, si adegueranno. La società civile rischia di ritirarsi ancora di più (“resilienza”, dicono..), lasciando spazio solo alla narrativa ufficiale.
  • Tassi di interesse negativi o prelievi automatici di denaro.
    Lo Stato o la banca centrale potranno sottrarre fondi direttamente, con algoritmi. Tasse, multe, imposte straordinarie o “contributi di solidarietà” – poco cambia: i soldi dei correntisti alla BCE potranno sparire a comando esterno dal conto.
  • Limitazioni sulluso del denaro: date di scadenza”.
    Potrebbero essere imposte scadenze entro le quali spendere una certa somma, magari solo per gli scopi “approvati”. Trascorso quel tempo, il denaro scadrebbe.
  • Diritto di ricorso? Sì, ma…
    I cittadini europei avranno teoricamente il diritto di contestare alcune di queste decisioni arbitrarie. Ma buona fortuna! Il processo sarà lungo, complesso e potenzialmente costoso.
  • Esautoramento dei parlamenti nazionali in materia fiscale.
    Fino ad ora, le decisioni su bilanci, tasse e spesa pubblica erano almeno formalmente nelle mani dei rappresentanti eletti. Con le CBDC, il potere fiscale degli stati verrà sostituito da quello monetario della BCE e dei suoi programmatori, poiché tutte le transazioni – anche quelle governative – passeranno sulla loro Blockchain centralizzata.
  • Fine della crescita economica e della prosperità delle PMI.
    Il benessere del dopoguerra si è basato sulla creazione decentralizzata di denaro attraverso le banche. Più piccole banche locali significavano più equa distribuzione della ricchezza. Le CBDC, invece, elimineranno progressivamente le banche, costrette a fondersi o a fallire. Basterà una nuova crisi bancaria – già in gestazione, ad esempio in Germania – per spingere i depositi verso le CBDC. Sarà la fine del sistema bancario. E senza banche, nessuna crescita significativa. Il sistema a banca unica, in stile stalinista, genera disuguaglianza e inefficienza.
  • Eliminazione graduale delle alternative.
    In ultima analisi, il vero obiettivo delle CBDC è la scomparsa del contante. Solo così i pianificatori centrali potranno esercitare il controllo totale, senza limiti, sulle vite  economiche e quotidiane dei cittadini.

Guarda il video della risposta di Lagarde

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