di Nicola Schulz Bizzozzero-Crivelli, curatore della rubrica Hic et Nunc che si occupa di psicologia, sanità e psicopatologia
Un nuovo concetto di anzianità
Spesso si pensa all’invecchiamento come a un processo di inevitabile declino cognitivo, dove si perderanno, rapidamente o meno, le capacità intellettive e fisiche e l’indipendenza. Si temono la malattia, il possibile ingresso in una struttura, le ripercussioni, economiche e in termini di cura, sui parenti. Ma al giorno d’oggi, con il miglioramento della medicina, la speranza di vita si è allungata e anche il concetto di anzianità è cambiato: si parla non solo di terza età bensì anche di quarta. Se è possibile prevenire e trattare diverse problematiche fisiche e cognitive, si è sviluppata anche la psicogeriatria, una branca della medicina che si occupa della diagnosi e del trattamento delle malattie psichiche negli anziani, per occuparsi anche dell’aspetto mentale.
Cosa è la psicogeriatria
Si pone infatti maggiormente l’accento su problematiche non solamente biologiche di malattie o di declino fisico o cognitivo bensì anche sulla psiche. Non ci si limita alla cura di disturbi cognitivi gravi, ma ci si espande alla prevenzione, alla promozione del benessere mentale e alla riabilitazione psico-sociale degli anziani, tenendo conto che dopo una certa età possono sorgere alcune problematiche psicologiche e psichiche e delle peculiarità, sotto vari punti di vista, degli anziani. Essi sono confrontati con processi di profonda modifica a livello fisico ma anche sociale, con uno stile di vita diverso, esposti a inevitabili paure e dubbi sul tempo che passa. Se nella psicologia e nella società ci si preoccupa molto dei problemi sviluppati dai più giovani, non si può non considerare che con l’avanzare dell’età, gli individui sono più suscettibili a sviluppare disturbi psichici che, se non adeguatamente trattati, possono compromettere gravemente la loro capacità di funzionare autonomamente.
Ansia, depressione e isolamento sociale negli anziani
L’invecchiamento può accompagnarsi a depressione, ansia, demenza e fenomeni quali isolamento sociale. La depressione ad esempio è spesso sottodiagnosticata negli anziani e porta a sintomi come tristezza persistente, perdita di interesse per le attività quotidiane, difficoltà di concentrazione, insonnia e sensazione di inutilità. Dopo una certa età, si sviluppano inevitabili fattori di rischio come la perdita di una persona cara, il pensionamento, malattie croniche e la solitudine, più presenti che in altri momenti della vita. Anche l’ansia può essere legata all’incertezza del futuro, alla perdita di autonomia o alla preoccupazione per la propria salute e può manifestarsi in forme varie, tra cui disturbi d’ansia generalizzata, fobie specifiche (come la paura di cadere) o attacchi di panico. Entrambi i disturbi compromettono la qualità di vita della persona, portando a un possibile isolamento e sono oggetto di attenzione in psicogeriatria. La solitudine è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di disturbi psicologici tra gli anziani e può derivare dalla perdita di amici e familiari, da problemi di mobilità o da un cambiamento nelle dinamiche sociali. La solitudine cronica è strettamente associata a depressione, ansia e declino cognitivo, nonché a una maggiore mortalità ed è dunque necessario, spiega Nicola Schulz, costruire reti sociali di supporto e la promozione della socializzazione come interventi chiave per prevenire il deterioramento della salute mentale negli anziani.
Le demenze, la loro comprensione e l’importanza della diagnosi precoce
Indubbiamente una delle sfide più grandi della psicogeriatria è la demenza. In particolare si studia molto l’Alzheimer, che si caratterizza per un progressivo deterioramento delle funzioni cognitive, con un impatto significativo sulla memoria, sull’orientamento e sul comportamento. La diagnosi precoce, sottolinea Nicola Schulz, è essenziale per rallentare la progressione della malattia e per implementare interventi di supporto che possano migliorare la qualità della vita del paziente e dei suoi familiari. Oltre all’Alzheimer, altre forme di demenza includono la demenza vascolare e la demenza frontotemporale, che presentano caratteristiche distintive ma condividono la compromissione cognitiva come elemento centrale.
Psicologia e psicoeducazione per terza e quarta età
In psicogeriatria si usa un approccio multidisciplinare e integrato, che vada sia a prendersi cura delle problematiche presenti che a promuovere la prevenzione dei fattori di rischio. In caso di depressione o ansia si agisce con la psicoterapia, spesso con la Terapia Cognitivo-Comportamentale, che permette una modifica dei pensieri negativi e disfunzionali e aiuta a gestire il dolore emotivo legato alla solitudine e alla perdita, migliorando l’adattamento alle sfide legate all’invecchiamento. Fondamentale è anche la psicoeducazione, che migliora consapevolezza degli anziani e delle loro famiglie riguardo ai disturbi psichici legati all’età e alle strategie per affrontarli, per gestire lo stress riducendo il senso di frustrazione e impotenza. Si rivolge spesso anche ai parenti, per una presa di consapevolezza.
Restare attivi per prevenire declino cognitivo e isolamento. Anziani sani e felici, si può
Sebbene un declino cognitivo sia in parte fisiologico, la stimolazione cognitiva, con giochi di memoria, attività artistiche, lettura e socializzazione, è fondamentale per contrastarlo, in particolare per chi ha già lievi disturbi di memoria. È utile promuovere un invecchiamento attivo, coinvolgendo mente e fisico in attività che facilitino anche la partecipazione alla vita sociale, utile per combattere l’isolamento. Serve un modo diverso di intendere l’anzianità: un periodo complesso, pieno di nuove sfide, che con i giusti accorgimenti può essere vissuto bene.
Nicola Schulz Bizzozzero Crivelli, Department of Clinical and Experimental Medicine, Section of Psychiatry and Department of Neurosciences, Section of psychiatry, University of Pisa. Degree in Psychology, Degree in Science of Tourism, Degree in Political Science and International Rela-tions, and Master in Criminology. Ending the specialization in Clinical and Dynamic Psychology. Assistant of the psychiatrist Donatella Marazziti, a psychopharmacologist, and Medical Director of the Azienda Ospedaliera Pisana (AOU) and Professor at the University of Pisa, Pisa, Italy, and at the Unicamillus University of Rome, Italy.
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