Cultura

Giovanni Caselli – Allievo di Umberto Eco, ideatore della via francigena e illustratore di centinaia di libri di storia

Nato nel 1939 in una famiglia di antiche origini contadine, Giovanni Caselli abbandona la scuola a 12 anni per lavorare come operaio in vari settori: vasaio, pellettiere, tipografo, cromista, calligrafo e disegnatore.

All’età di 20 anni inizia a collaborare con Umberto Eco presso la casa editrice Bompiani, contribuendo all’elaborazione di metodi di divulgazione scientifica. In seguito, pubblica articoli di divulgazione sul Corriere dei Piccoli con Guglielmo Zucconi. Nel 1964, con lo studio Creazioni D’Ami, progetta e cura un’enciclopedia in 10 volumi, ricoprendo i ruoli di illustratore, curatore e direttore artistico. Lavora anche con De Agostini come curatore e direttore artistico di enciclopedie a fascicoli.

Parallelamente, approfondisce gli studi di etruscologia collaborando con gli ispettori della Soprintendenza Archeologica di Firenze, rilevando oltre 50 siti archeologici nella provincia. Si trasferisce poi a Londra, dove prosegue gli studi e svolge attività di docenza in antropologia ed etnografia, oltre a lavorare come curatore e creatore di pubblicazioni divulgative. Durante questo periodo, frequenta la University College, dove tiene diversi seminari di antropologia e archeologia.

Nel 1981 avvia un’importante attività di divulgazione storica, scrivendo e illustrando numerosi libri, tra cui un volume sui dinosauri e due best-seller sulla mitologia greca e vichinga. Successivamente pubblica quattro volumi intitolati History of Everyday Things, incentrati sul metodo di studio della storia ispirato all’École des Annales di Parigi. Cura inoltre 16 libri biografici, sviluppando metodologie didattiche innovative per l’insegnamento della storia.

Neanderthal. Illustrazione di Giovanni Caselli

Dopo aver accompagnato il giovane Re Carlo III nella sua prima visita in Toscana, torna in Italia per collaborare con la casa editrice Giunti di Firenze, aggiornandone la linea editoriale e realizzando 10 volumi di divulgazione storica. Partecipa alla fondazione della rivista Archeologia Viva insieme all’amico Piero Pruneti. Grazie alla sua esperienza, i collaboratori David Salariya, Marco Nardi e Andrea Due proseguono autonomamente nella creazione di libri, adottando lo stile e il metodo appresi lavorando con lui.

Nel 1993, con la crisi del libro illustrato, si trasferisce a Malta, dove lavora come studioso residente presso l’Università maltese, svolgendo attività diplomatiche con il governo locale e insegnando antropologia del paesaggio. Tornato in Italia, diventa membro dell’ICOMOS (Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti), un’organizzazione non governativa che opera come advisory body per l’UNESCO, promuovendo la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico e archeologico.

Nel 1978 esplora l’antica via transappenninica che collegava Bologna all’emporio etrusco di Gonfienti, punto di snodo della via d’acqua dell’Arno tra il Tirreno e la Pianura Padana. Nel 1985 documenta fotograficamente e cartograficamente il percorso della Via Francigena.

Nel 1990 viene invitato dall’Università di Padova e dall’Università cinese di Urumqi a partecipare a una spedizione nei deserti del Taklamakan, Lop Nor e Karakorum. Da allora si dedica allo studio dell’orientalismo, tenendo conferenze sul tema presso La Sapienza, l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Università di Bologna-Ravenna.

Grazie alle sue numerose pubblicazioni, viene riconosciuto come antropologo, archeologo e orientalista. Nel 2023 consegna all’Accademia dei Georgofili di Firenze un ampio saggio dedicato alla cultura contadina e al suo declino.

Studi sulle Vie Romee

Il 7 marzo 2007, Caselli tiene una conferenza a Ochsenfurt, in Germania, per avviare la ricostruzione della Via Romea di Stade, come descritta dall’abate Alberto negli Annales Stadenses (1236). Alla conferenza partecipano rappresentanti di almeno 20 comuni tedeschi attraversati dall’itinerario storico.

Da allora, insieme a Uwe Schott di Plankstadt (Mannheim), si impegna a coinvolgere le amministrazioni locali dei Länder tedeschi nel ripristino e nell’apertura al pubblico dell’antico itinerario. Nel settembre 2010 viene installata la segnaletica della Via Romea lungo un tratto che va da Braunschweig a Wernigerode (Bassa Sassonia). Nel 2013 la segnaletica è estesa fino a Mittenwald, al confine austriaco, e in Italia da Bolzano a Salorno e da Ravenna a Montefiascone.

Relatore

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