Arte

Apollo nell’Eden: il trionfo della bellezza nella pittura di Amirata Winter

Apollo nell’Eden: in questi giorni a Lugano, alla fiera dell’artigianato e del lusso YouNique, nella cornice neoclassica di Villa Ciani, è possibile ammirare le preziose tele dipinte ad olio di Amirata Winter, un giovane artista capace di meravigliarci con le sue opere in cui l’elemento apollineo e sensuale si fonde con quello della natura più rigogliosa e lussureggiante.

https://www.amiratawinter.com/?fbclid=IwY2xjawJUt05leHRuA2FlbQIxMAABHWxDFhQHDXq9XIu04q1Bj–WjBuaZHMm25Fn5R-9Mw2xVlEbZVxnD61Wig_aem_keH-X7FoEqkG-DmGo_MxzQ

https://www.toseeartgallery.com/store-amirata-winter

I suoi efebi, dalla carne voluttuosa, circondati di fiori ed animali esotici, giaguari e uccelli del paradiso, ci trasportano in una dimensione onirica che ha però come perno la bellezza imperitura dei grandi maestri rinascimentali, come Botticelli o Carlo Crivelli, noto per l’uso squillante dei colori. Proprio come gli artisti rinascimentali Amirata Winter ripropone figure sensuali ed austere che incarnano gli archetipi del mito: la sua opere, quindi, non è effimera e soggetta alle mode di quest’epoca dissoluta e post-moderna, ma affonda le radici nella tradizione classica. Comprare un suo quadro, quindi, significa acquistare un’opera oggettivamente bella e il cui valore resterà tale anche nei secoli futuri, perchè la bellezza eterna – come l’Apollo del Belvedere di Prassitele o l’Uomo Vitruviano- non scompaiono.

Amirata Winter è capace di restituire alla pittura quel senso di magnificenza classica che il mondo contemporaneo ha smarrito. In un’epoca in cui l’arte si rifugia troppo spesso nell’astrazione concettuale, nel grido informe del disagio o nella dissoluzione dell’identità, Winter ci offre invece un trionfo di armonia, colore e classicità. Le sue tele sono sontuosi affreschi di un Eden ritrovato, dove il mito e la natura si incontrano in un raffinato equilibrio di forme e di simboli.

I suoi uomini apollinei, eredi della bellezza ideale dell’antica Grecia, si stagliano tra nature morte di straordinaria ricchezza, circondati da un tripudio di fiori esotici e animali lussuosi: pappagalli dal piumaggio iridescente, frutti opulenti, maioliche raffinate che evocano l’eleganza rinascimentale italiana. C’è in lui l’eredità del neopaganesimo botticelliano, la perfezione dell’oro e della luce di Carlo Crivelli, l’eco della sontuosità persiana che si intreccia con l’ordine classico mediterraneo.

D’origine, formatosi in Storia dell’Arte nell’antica città di Ferrara, Amirata Winter fonde Oriente e Occidente in una celebrazione della bellezza che è insieme culto del mito e gioia sensuale della natura. Nelle sue nature che celebrano la bellezza dei pappagalli esotici e di una natura paradisiaca si ritrovano elementi fiamminghi e barocchi, nei corpi sensuali dei suoi modelli pulsa il sangue pagano e sensuale degli atleti d’olimpia: non stupisce infatti che le sue opere stiano ottenendo enorme successo in tutto il mondo, da Mosca a Dubai. Il suo mondo è un giardino rigoglioso, un’Eden senza tempo in cui il lusso dei dettagli e la sapienza cromatica trasformano ogni opera in un inno ad una bellezza sacra, alla carne voluttuosa ed elegante e alla forma. La sua pittura non è mera estetica: è una resistenza contro l’omologazione e la decadenza, un’arte che rivendica il diritto alla meraviglia.

Amirata Winter e un suo dipinto

dott.Ssa Liliane Tami

Relatore

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