Calin Georgescu, candidato presidenziale filorusso in Romania, è stato recentemente fermato e interrogato dalla polizia rumena nell’ambito di un’indagine su presunti finanziamenti illeciti della sua campagna elettorale e propaganda fascista. Georgescu aveva sorprendentemente vinto il primo turno delle elezioni presidenziali lo scorso novembre, elezioni successivamente annullate dalla Corte Costituzionale a causa di presunte interferenze russe
Le autorità rumene hanno condotto 47 perquisizioni legate all’inchiesta, coinvolgendo anche collaboratori stretti di Georgescu
Tra le accuse mosse contro di lui vi sono l’incitamento contro l’ordine costituzionale e la promozione di idee fasciste
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L’arresto di Georgescu ha suscitato reazioni a livello internazionale. Il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, ha espresso preoccupazione per la situazione, mentre l’imprenditore Elon Musk ha definito l’arresto “assurdo”
Inoltre, l’amministrazione del presidente Donald Trump ha esercitato pressioni sulle autorità rumene affinché garantiscano la partecipazione di Georgescu alle prossime elezioni presidenziali, ritenendo che impedirgli di candidarsi rappresenti una minaccia per la democrazia
Georgescu è stato successivamente rilasciato sotto controllo giudiziario, con restrizioni che gli impediscono di lasciare il paese o di utilizzare i social media
elpais.com. Il primo ministro rumeno, Marcel Ciolacu, ha sottolineato l’indipendenza della magistratura nel paese e l’importanza di prove solide in indagini che coinvolgono potenziali candidati
La situazione rimane tesa, con sostenitori di Georgescu che protestano contro le azioni delle autorità e osservatori internazionali che monitorano attentamente gli sviluppi, preoccupati per le implicazioni sulla democrazia e sulla sovranità in Romania.