Negli ultimi anni, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dimostrato di essere più vicina agli interessi delle grandi multinazionali farmaceutiche che alla reale tutela della salute dei cittadini. Con decisioni spesso ambigue e allineate agli interessi delle Big Pharma, l’OMS ha perso credibilità, divenendo uno strumento di controllo più che un’istituzione di tutela sanitaria.
Figure politiche come Robert F. Kennedy Jr., Donald Trump e, più recentemente, Javier Milei hanno avuto il coraggio di sfidare apertamente il monopolio sanitario globale. Kennedy, da anni impegnato nella battaglia contro le Big Pharma, ha denunciato gli intrecci tra le case farmaceutiche e le istituzioni sanitarie internazionali. Trump, durante la sua presidenza, ha messo in discussione l’efficacia e l’autorità dell’OMS, tanto da tagliare i finanziamenti statunitensi all’organizzazione. Milei, invece, ha scelto una strada ancora più radicale, annunciando la volontà di far uscire l’Argentina dall’OMS, sottolineando la necessità di un ritorno alla sovranità sanitaria.
Le grandi aziende farmaceutiche non hanno alcun interesse a promuovere la salute: il loro modello economico si basa sulla cronicizzazione delle malattie, non sulla loro prevenzione o cura definitiva. Questo sistema perversa alimenta un circolo vizioso in cui le persone vengono trasformate in pazienti a vita, dipendenti da farmaci che spesso servono più a gestire i sintomi che a risolvere le cause reali delle patologie.
L’OMS, anziché promuovere uno stile di vita sano basato su sport, alimentazione equilibrata e benessere psicofisico, sostiene campagne vaccinali e terapie farmacologiche su larga scala, senza mai affrontare le radici del problema: cattiva alimentazione, inquinamento e sedentarietà.
Il miglior farmaco naturale è lo stile di vita. L’attività fisica regolare, una dieta equilibrata e l’attenzione alla salute mentale sono gli strumenti più potenti per prevenire le malattie. Tuttavia, questi concetti vengono spesso ignorati o ridicolizzati da un sistema che vuole rendere la popolazione dipendente da cure mediche continue.
La ribellione di leader come Milei contro l’OMS è un segnale chiaro che qualcosa sta cambiando. Sempre più persone iniziano a comprendere che la vera salute non si acquista in farmacia, ma si costruisce giorno dopo giorno attraverso scelte consapevoli. Il futuro non può essere nelle mani di un’organizzazione che ha dimostrato di servire più gli interessi economici che quelli delle persone.
È tempo di un cambiamento radicale: meno farmaci, più libertà, più consapevolezza. La vera rivoluzione sanitaria parte da noi.
Liliane Tami
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