Il futuro della moda maschile ancorato nelle tradizioni è possibile? Dal 14 al 17 Gennaio 2025 si è svolto l’evento internazionale di moda (numero 107) Pitti Immagine Uomo a Firenze.
Un evento proiettato al futuro ma con solide radici italiane tanto da offrire quest’anno anche qualche scoperta su come, cambiando gli stili di vita e le esigenze di consumatori sempre più attenti ad un lusso nell’abbigliamento che rispetti il mood del green e il legame con la natura, riporta la tradizione di alcuni capi, attualizzandoli in modo decisamente innovativo.
E cosi, se l’evento di Pitti Uomo in Italia si è confermato la location ideale per apprezzare gli stili di vita in tempi geopolitici complessi e volti alla crisi mondiale, una idea di consumi che tenga conto sia per produttori, distributori e fornitori di aumentare le vendite ma con tendenze di mercato sempre più rispettose dell’ambiente e di un sano legame con la natura ed il riciclo, ne fornisce un valido esempio. Alla Fortezza da Basso di Firenze si susseguono eventi,sfilate e gli stands di circa 790 brand italiani ed internazionali con ben cinque sezioni in cui potersi immergere per una visione a 360 gradi sull’universo della moda maschile di qualità e che forse fa meno notizia , ma assicura alla moda maschile quelle basi che poi diventeranno i mood sulle passerelle internazionali e milanesi. Delle cinque sezioni proposte a colpire è quella su Futuro Maschile” perchè offre anima e corpo a dei capi che potrebbero, chissà diventare nuovi mood per le tante “divise” dell’uomo contemporaneo sempre più libero nel vestirsi come una donna. Non solo capi classici dunque in questi 8 giorni di moda uomo, ma la proposta di una idea di abbigliamento che abbraccia il prodotto lavorato collegandolo ad una idea di “lifestyle” ecosostenibile, con abbigliamento ed accessori aperti al casual in modo nuovo e non solo al classico. Tra hub, sfilate (unica quella in una serra di MM6) e l’apertura a un menswear sempre più internazionale (dei 790 brand quasi la metà sono esteri), ecco che Pitti Immagine Uomo punta per il “futuro maschile”, alla scoperta.

Ne è un valido esempio il ritorno del panno casentino, tipico prodotto italiano ottocentesco realizzato e divenuto famoso proprio perchè commercializzato a Firenze dal 1890, che diventa non solo un prodotto nuovo ora brevettato ma ri-lanciato dalla ditta italiana”Manifattura Ceccarelli” in modo inedito e chissà, forse un valido esempio per comprendere questa moda maschile che cambia verso un futuro geopolitico incerto che ne ha cambiato i consumi e la distribuzione ma che punta alle idee e a darne forma in modo molto concreto, come solo la tradizione classica di moda maschile italiana sa fare.
Se da un lato infatti, il brand di Manifattura Ceccarelli ha fatto un piccolo miracolo ridando lustro alla grande tradizione di tessitura della lana della sua zona (un filato di pura lana vergine con una particolare tessiturae fissaggio e proveniente da pecore non sottoposte al trattamento di “mulesing”), la storia di come è nata la moda di questo panno nell’ottocento ricorda a tutti come un semplice panno di lana battuta, destinato alla copertura di animali da traino e successivamente “riciclato” dai padroni di quegli animali per farne delle mantelle, è diventato per le nobildonne fiorentine di quel tempo, grazie al lanificio Stia che lo realizzò, un vero e proprio must have della moda. E non solo: diventando ben presto simbolo di eleganza e raffinatezza per tutti uomini e donne. Il futuro della moda maschile e femminile insomma, sempre più ancorato alle tradizioni italiane del tempo nei tessuti volti alla cura degli animali che diventano “moda” in modo inedito. Indossato infatti dai nobili uomini del periodo ( pare fosse amato anche da Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini) ,non esemplifica e ricorda qualcosa della moda maschile di oggi?