Le letture di oggi parlano di un tema molto interessante, che è quello dell’ambizione in campo religioso in contrasto alla capacità di santificarsi nelle piccole cose della quotidianità.

Ebbene, quando si è cristiani zelanti e devoti, si desidera ardentemente servire la Chiesa, proprio come Marta desiderava preparare le stoviglie per Gesù. Questo desiderio di servire, e di essere riconosciuti ed apprezzati per il proprio impegno in campo religioso, sovente però non si realizza: in genere, infatti, l’amore per Gesù brilla e arde all’interno del cuore e raramente ciò viene riconosciuto ed apprezzato dalla comunità. Gli apostoli stessi, come Giacomo e Giovanni, desideravano sedersi alla destra del padre ma ciò non è stato loro concesso… e si sono offesi.

Il trono di Dio. Sarebbe bello già sedersi qui…invece bisogna saper cogliere la bellezza delle nostre piccole cose quotidiane.

Allo stesso modo anche noi, a volte, vorremmo essere riconosciuti dal mondo come grandi Santi, operare prodigi e convertire al bene i nostri amici che camminano nel peccato. Invece no! Rimaniamo come profeti inascoltati e non riusciamo nemmeno a persuadere nostro figlio o nastra sorella a comportarsi decentemente. Il desiderio di cambiare il mondo evangelizzandolo è forte nelle anime buone, ma raramente le persone ci prestano ascolto. Quante volte, come profeti, ci succede di dire agli amici o ai parenti ” No, non dovete fare così, è sbagliato!” ma dall’altro lato non si viene nè ascoltati nè considerati.

 E che fare allora quando subentra la frustrazione di sentirsi un apostolo incompreso o un profeta rifiutato? Possiamo consolarci – anzi godere!- delle Sacre Scritture, della meditazione e della preghiera proprio come faceva Maria parlando a Gesù mentre Marta si affannava a servirlo. La capacità di restare umili, nascosti e discreti, in campo religioso, è apprezzabilissima: la Vergine Maria e Giuseppe, infatti, hanno  tanto amato Gesù e gli rendevano onore e gloria nella semplicità della loro umile vita da semplici genitori.

Una mamma che ha la grazia di avere una fede forte come quella di San Paolo e un ardore per la retta dottrina come Bernanrdo di Chiaravalle di certo non diventerà papessa, ma potrà eccellere nel recitare le preghiere ai suoi bambini la sera e sarà, tra le sue amiche, preziosissimo esempio di santità nella società contemporanea. In modo analogo anche un uomo appena convertito e con famiglia non diventerà sacerdote, ma potrà impegnarsi nel mondo per fare del bene nella sua quotidianità e portare testimonianza delle virtù cristiane nel suo posto di lavoro.

Se non possiamo sederci alla destra del Padre, ciò che possiamo però fare è il portare Cristo nel mondo con noi, in umiltà, a scuola, in ufficio o al parco giochi coi bambini, dando testimonianza della nostra fede con una vita buona, virtuosa e retta.

Una bella famiglia disegnata dal pittore Andrew Loomies. A volte ci si santifica di più nelle proprie mansioni domestiche ( casa e lavoro) che non annaspando nel vuoto cercando di compiere chissà quali miracoli.

La porta stretta è questa : la capacità di sapersi adattare alle situazioni più difficili con benevolenza, mansuetudine, autocontrollo e saggezza, proprio come ci consigliava di fare la piccola Teresa di Lisieux quando ci spiega la cosiddetta “piccola via”.

La piccola via è la capacità di dedicare le azioni più semplici della nostra quotidianità, come il fare le pulizie o cucinare, a Dio e santificarsi proprio attraverso questi gesti umilissimi. Una brava donna, ad esempio, non ha bisogno di diventare papessa per entrare nel regno del cieli, bensì deve restare paziente col marito e i figli e prodigarsi nel portare avanti la sua chiesa domestica attraverso il servizio e la preghiera, proprio come fece la Vergine Maria.