A cura di Martina di Giovanni
Di fronte alla sfiducia rivolta da molti nei confronti della politica non ci resta che tornare al pensiero di #Aristotele. La politica, secondo Aristotele, è la scienza di carattere pratico nel senso più pieno e ciò in quanto comprende l’etica stessa come sua parte. Mentre l’etica, di fatti, si occupa del bene della “città” (polis) che comprende in sè il bene dell’individuo, con il termine politica i Greci indicavano la società politica perfetta e cioè autosufficiente. L’opera più significativa dedicata da Aristotele alla politica è costituita da un trattato in otto libri definito appunto Politica. All’inizio di tale opera (Libro I, capp 1 – 2) Aristotele innanzitutto definisce lo Stato come società perfetta e si preoccupa, in polemica con Platone, di distinguerlo dalla famiglia.
Platone infatti concepiva lo Stato come una grande famiglia, mentre per Aristotele si trattava di una società diversa, avente fino diversi e quindi dovevano essere considerati diversi. Lo Stato è superiore alla famiglia ed all’individuo in quanto lo comprende e quindi il bene dello Stato è superiore al bene della famiglia e dell’individuo. E se il principio ordinatore dello Stato è il diritto, il rispetto del diritto cioè la giustizia è la virtù per eccellenza
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