giugno 2023
Il leader dell’armata Wagner è sparito nel nulla. Sparito dai giornali russi, dalle tv: non si sa che fine abbia fatto.
Il suo ufficio, ovvero l’Hotel Trezzini di San Pietroburgo, ritenuto il quartier generale del capo del Gruppo Wagner, è stato perquisito e sarebbero state trovate 5mila banconote di contanti per il valore di 4 miliardi di rubli, circa 44 milioni di euro.

Sarebbero serviti a Yevgeny Prigozhin per pagare gli stipendi dei mercenari. Inoltre, durante la perquisizione sarebbero stati trovati anche oro, droga e documenti falsi. Tuttavia, scrivono le Forze armate ucraine, Fontanka “che è stata una delle prime a mostrare la scorta di Prigozhin, ha cancellato le foto”. A che pro, dunque, per l’Ucraina, sostenere ciò? Fontanka aveva parlato del ritrovamento di cinque chili di lingotti d’oro, sei pistole in pacchi e cinque mattonelle di polvere bianca. Forse per l’Ucraina conviene sperare che Prigozhin trionfi, così che la Russia si auto-annienti in una guerra civile, ma lo stesso Yevgeny, mediato da Lukhashenko, aveva esplicitato di non volere uno “spargimento di sangue russo”.
In tutto ciò, da che parte sta l’Ucraina? Forse quella di Prigozhin contro Putin è soltanto una mossa farsa, per destabilizzare l’Ucraina e prepararsi ad un attacco a Kiev? E perché l’Ucraina sostiene che Fontanka, in seguito, avrebbe cancellato le foto?
La notizia della perquisizione, avvenuta ieri, era stata data proprio da Fontanka che aveva riferito di “due autobus con la polizia antisommossa e le guardie nazionali” e “persone mascherate e con fucili automatici” schierate vicino al ponte Blagoveshchensky di San Pietroburgo.
E l’Occidente? Dal canto loro, gli Stati Uniti sapevano della possibile rivolta di Prigozhin contro il Cremlino e i vertici del ministero della Difesa russo, così, almeno, sostiene il New York Times.
E la Russia? Anche Putin, sempre secondo le stesse fonti USA; era stato allertato delle intenzioni del leader del gruppo Wagner già da alcuni giorni.