Il caso di Alfred Dreyfus, ufficiale ebreo dell’esercito francese, arrestato il 15 ottobre 1894 e condannato per alto tradimento, ebbe ripercussioni politiche e sociali enormi e, letteralmente, divise e trasformò la Francia.
129 ANNI FA
La cerimonia di degradazione ha luogo il 5 gennaio 1895, all’interno del cortile della Scuola Militare: a Dreyfus vengono strappati i gradi e spezzata la spada di ordinanza. Egli si proclama innocente e patriota. La folla che si assiepa alle inferriate grida selvaggiamente: “Morte al traditore!”. Non appena egli esce dal recinto lo prende a bastonate, pugni e calci, e solo a grande fatica la scorta lo salva dal linciaggio.
Dreyfus fu portato all’isola del Diavolo, al largo della costa della Caienna. Egli dichiarò al direttore delle carceri dell’isola che, se entro tre anni non fosse stata riconosciuta la sua innocenza, avrebbe preferito suicidarsi. L’isola divenne inaccessibile e Dreyfus era sorvegliato giorno e notte: non gli venne imposto alcun lavoro ma gli fu negata la possibilità di scrivere qualsiasi cosa.
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Bellissimo, opera Magistrale ed ancora estremamente attuale il "J'accuse" di Zola
Bisogna precisare che il "J'accuse" di Emile Zola è una lunghissima lettera aperta pubblicata dal quotidiano "L'Aurore" il 13 gennaio 1898, indirizzata al presidente della Repubblica francese Félix Faure. Si può facilmente trovare anche su WIKIPEDIA.
Io l'ho letto 20 anni fa e nella mia biblioteca è posizionato fra gli eletti accanto a Dostojevski e Baudelaire