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“La società è guidata da menti vecchie” – Pensiero del giorno, di Roberto Ostinelli

novembre 2020

Il dottor Roberto Ostinelli negli aspri tempi del Covid sta acquisendo progressivamente una certa notorietà, principalmente a causa di una polemica nata da un articolo a lui ostile pubblicato da Ticinonews.

Il suo pensiero si oppone nettamente alla dottrina maggioritaria, chiamiamola pure “di Stato”, sul virus, e in particolare egli critica la gestione della pandemia ad opera dell’autorità. Ovviamente, le sue prese di posizione fuori dagli schemi gli hanno procurato l’attenzione e la simpatia di un certo numero di persone, ma non hanno mancato di destare apprensione negli ambienti ufficiali.

La pandemia imperversa e diffonde chiusura e infelicità. A noi sembra opportuno che riguardo ad essa non regni un Pensiero Unico.

* * *

La società è guidata da menti vecchie, affascinate dal potere e dalla scalata gerarchica. Menti razionali, magari alcune anche brillanti e con intento di un bene sociale comune, ma viene inesorabilmente inghiottito da opportunismo, ambizione, per crollare nella rassegnazione, di non riuscire a stare più a galla.

Questo è il politico.
Che oggi si affida al medico per il Covid19, anche lui inglobato in una società medico scientifica simile.

Il materialismo e determinismo della realtà scientifica “dimostrabile” e riproducibile è legato al pensiero ottocentesco legato ai paradigmi di Newton, che sono sempre validi ma solo per la realtà della materia, e quindi della chimica, e quindi della medicina.

Ma oggi siamo immersi in una nuova conoscenza legata a fisica della relazione, dell’informazione, alla soggettiva percezione, e allo sdoppiamento della verità che è soggettivamente modificabile grazie a intento e percezione.

Esistono tante verità, e la loro somma rappresenta il reale.
A ognuno scegliere la propria!
Questo è un diritto umano!

Ed è proprio la necessità di questa società mediatica di aver bisogno di fact checking, di esercitare censura di pensiero e parola, che mettono in evidenza le forzature del passato e di un pensiero unico totalitario … frutto di potere e plagio … che esiste da migliaia di anni.

dottor Roberto Ostinelli

Relatore

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  • (…) “A noi sembra opportuno che riguardo ad essa non regni un Pensiero Unico”. (…)

    Il fatto destabilizzante è che l’accusa di essere sottomessi alla cosiddetta schiavitù da “Pensiero Unico” è rivendicata da tutti. Tutti vedono nell’altrui pensiero il “Pensiero Unico”. Dipanare la faccenda? Lourde tâche. Bingo.

    Mai stato fanatico di certezze novecentesche. Anzi.
    Mai stato affascinato, per altro, da nostalgie dogmatiche o da remote "verità" occulte. Mai stato dominato neppure da “sane” credenze popolari.

    Tuttavia non mi sento nemmeno un solerte relativizzatore postmoderno perché (pur tuttavia) esistono (pur sempre) termini di proprietà, scale di valore, gradi di temperatura, numeri primi, il nord magnetico, la costante di Hubble, la spirale logaritmica…

    …insomma pietre miliari (seppur provvisorie) per tentare di tracciare un cammino condiviso. Per poterci “capire” nel seppur variato e variabile incedere scientifico e umano. Insomma.

    Né tantomeno e ovviamente il sottoscritto potrebbe redigere una ricetta medica (seppur coscienziosa) senza incorrere in una severa e giusta sanzione …liberticida. Magari pure a protezione di un eventuale postmoderno …pensiero sciamanico. Pensiero Unico?
    La sanzione intendevo dire.

    • Nella gestione di malattie che durano tutta la vita, specialmente dalla giovane età, c'è l'idea che l'individuo abbia comunque il diritto di sbagliare. Ci sono molti motivi per i quali questo succede, per esempio per vivere un'esperienza unica che in quel momento si pensa sia talmente importante da non seguire le disposizioni che sono ricevute dal medico.

      Nel pensiero unico cui penso si faccia riferimento, c'è l'idea virale cioè auto-replicante per la quale chi non segue la prescrizione ufficiale mette in pericolo tutta la società intera. E deve essere bloccato, punito e rieducato. Eliminando così la propria capacità di libero arbitrio.

      Questo ha veramente poco a che vedere con una società liberale e molto con con un 1984. O se si preferisce un esempio concreto, il modello cinese.

      • Bella risposta. Tuttavia che ne dite di lasciare in pace - per un poco - Orwell e la Cina. Come pure ‘sta tiritera scontata sulla “luminosa” società liberale. Diciamolo una volta tanto che si tratta di una accorta etichetta onnicomprensiva che nasconde- in realtà - una …realtà di tutt’altra fattura. Quel mito ormai decaduto di quella distopica “romanzesca”, rugosa e fallace contrapposizione: o liberali o 1984.

        La società liberale non è l’allegoria del “Buon Governo” così come si tenta di illustrarla ai sudditi con la quotidiana informazione compiacente. Erede dell'ormai rimosso e famigerato “there is no alternative” che un’esponente politica (ritenuta un/il mito del liberalismo economico) grande interprete della società “liberale” ebbe a ripetere più volte durante il suo mandato: uno slogan di un’arroganza inaudita. Sicuramente illiberale. Pensiero unico? What’s?

        La società liberale è pur tuttavia spettatrice distratta di ghetti di una spaventosa schiavitù in aumento nelle più grandi metropoli occidentali. In molti contesti non riesce a controllare ingombranti condizioni di reddito acquisite da sempre più presenti (nel tessuto economico) organizzazioni assai opache che determinano, inoltre, la quotidianità di metà dell’emisfero sud del pianeta, dove la (discussa) ricchezza presente per sfuggire ai disastri che essa stessa crea e incentiva, si blinda dietro i muri dorati di cittadelle chiuse agli estranei. E da quelle cittadelle, senza la minimo riserbo, predica - a quelli rimasti esclusi - le “bellezze della società liberale”.

        «Leggo di contratti capestro, di licenziamenti coatti, di delocalizzazioni brutali. Leggo di povertà considerata un’inevitabile “ricaduta” statistica, di esistenze bruciate dall’indigenza, di giovani esclusi da ogni possibilità di lavoro, di anziani nullatenenti abbandonati.» (minimodire)

        Sappiamo tutti che la società liberale si appresta a diventare una società duale (insider/outsider). Alla fine del suo già tracciato percorso non imporrà nemmeno più mascherine o distanziamenti corporei in funzione protettiva, imporrà (già lo sta facendo) siderali distanze socio-economiche. Già evidenti con l’applicazione del “confinamento” che ha tolto il coperchio a situazioni esistenziali pre-pandemiche fatte di spaventose precarietà, di contesti di assoluta deprivazione economica, di schiavismo lavorativo, di condizioni salariali scandalose.

        Ciò che determina la reazione di interi comparti economici già avviliti dal meccanismo imposto dal sistema mercantile senza …protezioni. Vien da lì, solo da lì, la pressante richiesta di libertà. Dallo schiavismo indotto dal solo e Unico …Pensiero Unico che si rifà al “liberale” “There is no alternative”.

        • Bel post, apocalittico.
          "Società duale" è problematico. Possibile che non ci siano gradi intermedi?

          • Inizierei con il permettermi di chiedere a TL (Jack?) dove sia spammato il “post apocalittico”.
            Non posso riferirmi a un testo …remoto.
            Tra l’altro tutt’altro che apocalittico.
            “Fattuale” come direbbe un discusso giornalista.

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