Estero

Biella, 21enne demoniaco invita in casa un clochard e lo massacra

Si chiamava Giovanni Santus, per tutti era Gino. Aveva 58 anni, era originario di Cuneo, ed era un senzatetto. È stato ucciso brutalmente, da un ventunenne, una ventenne e da due cinquantenni. 

Gino era stato invitato a casa dal ventunenne, che gli aveva offerto una doccia. Qui, però, il povero uomo è stato brutalmente pestato, sino allo sfondamento della cassa toracica, quindi è stato ustionato con un getto d’acqua bollente e lasciato agonizzante sul letto, dove poi è morto. 

È accaduto a Biella, nel rione Chiavezza. 

Secondo le prime indagini ad uccidere Giovanni Santus sarebbe stato materialmente il 21enne, Andrea Basso, che ora si trova in custodia cautelare in carcere, con l’accusa di omicidio volontario premeditato. Complice dell’assassino sarebbe stata la sua fidanzata, la 19enne Silvia Mula, barista, trasferitasi da Foggia a Cuneo col fidanzato assassino. 

Indagati anche i proprietari dell’appartamento Silvio Iarussi e Lionel Ascoli di 50 e 41 anni: nella loro casa, infatti, come da loro acconsentito, Andrea avrebbe invitato Gino per concedergli una doccia dal caldo torrido, dopo giorni trascorsi in strada, sotto al caldo torrido. Qui sarebbe avvenuto il brutale pestaggio e l’assassinio, ma gli assassini avrebbero detto che Gino, una volta sotto l’acqua, sarebbe stato colpito da un malore. 

Già una volta, senza un motivo, Basso aveva colpito con un pugno Gino, scagliandolo a terra. Forse Gino quando aveva accettato l’invito di una doccia, non aveva nemmeno riconosciuto il suo aggressore. 

L’autopsia ha provato che non era così: fegato lacerato e cassa toracica sfondata. Andrea, l’assassino, avrebbe così ammesso di aver colpito il clochard ma “per rianimarlo”. 

Secondo gli inquirenti il motivo della furia omicida di Basso sarebbe stato che Gino avrebbe “finito tutta da solo”. Da qui, la reazione violentissima. Poi, il tentativo di rianimarlo. Invano. Allora, l’assassino avrebbe colpito ancora di più il corpo svenuto del povero uomo. Gli amici a quel punto, avrebbero volontariamente ritardato la richiesta di soccorsi, che sarebbero arrivati soltanto due ore dopo, alle 19 di sera. 

Il 21enne è un assassino problematico e probabilmente demoniaco: sono dovuti intervenire nuovamente i carabinieri quando, alla proposta degli altri tre presunti complici di organizzare una Messa in memoria di Gino, ha iniziato a spaccare ogni cosa, ferendosi anche coi vetri di una finestra. Se non è diavolo questo. 

L’assassino

la vittima

Relatore

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