Brillante e ben frequentato meeting mercoledì scorso organizzato al Principe Leopoldo dal Rotary Club Lugano Lago. Tema della serata: il restauro di una preziosa tela, attribuita a Melchiorre d’Enrico (1573-1642), fratello di Tanzio da Varallo, raffigurante San Giovanni Evangelista. I fondi necessari all’esecuzione del restauro (ben 10.000 franchi) sono stati raccolti dai giovani del Rotaract Club Lugano-Ceresio, che hanno con molto entusiasmo allestito un’azione-vino, proponendo un prodotto della ditta Tamborini.
Presente al meeting il notissimo artista fra Roberto del convento del Bigorio.
La cucina del Principe ha offerto ai numerosi ospiti (un’ottantina) un ricco ed eccellente bollito misto.
Fabia Parola
La restauratrice
* * *
Il progetto
Appena varcato il portone del convento del Bigorio, la mente viene trasportata in un’epoca remota e si respirano i secoli di storia trascorsi, immaginandosi i personaggi che sono transitati da quel luogo spirituale, fonte di pace e serenità. Percorrendo i corridoi, la nostra attenzione è stata catturata dai numerosi dipinti che adornano le pareti di questa secolare struttura, molti dei quali necessitano un intervento di restauro al fine di ritrovare l’originale splendore. Nella veste di club di servizio alla comunità, il Rotaract Club Lugano-Ceresio ha pertanto deciso di voler contribuire attivamente alla salvaguardia di questi beni culturali, in quanto preziosi testimoni di storia e valori che meritano di essere sostenuti e tramandati alle generazioni future. Riprendendo il pensiero espresso dal pittore Vasilij Kandinskij:
“L’arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro”
Tra le varie opere da restaurare è stata scelta la tela “San Giovanni Evangelista”, per la sua bellezza ed importanza artistica. La tela è stata analizzata dal laboratorio di Nicola Restauri Aramengo, atelier attivo a livello internazionale e con un’esperienza di quasi 70 anni nel settore. L’opera è stata analizzata e restaurata da IFARC, laboratorio di analisi scientifiche e di restauro con punto franco a Balerna.
San Giovanni Evangelista
«La grande tela raffigura San Giovanni Evangelista, librato in aria a cavallo dell’aquila che lo simboleggia. I caratteri stilistici e l’alta qualità puntano in direzione dell’ambiente di Tanzio da Varallo, il massimo pittore lombardo del Seicento insieme all’asconese Giovanni Serodine. La maggior compostezza luministica e il minor tasso di caravaggismo farebbero però ipotizzare una attribuzione al fratello Melchiorre d’Enrico (1573-1642) intorno al 1616. Solo un auspicabile restauro, potrà chiarire del tutto il livello di qualità, comunque elevato, del dipinto»
Testo Prof. Edoardo Villata
Il convento del Bigorio
Liliane Tami | Un archetipo è una forma originaria, un modello primigenio che rappresenta una…
di Fabio Traverso | Ci è capitato nel recente passato di soffermarci sul fenomeno della…
Francesco Pontelli - Economista - 28 Marzo 2025 Ogni delocalizzazione produttiva ha ottenuto la propria motivazione…
Il 2 aprile 2025, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l'introduzione di…
La superficie della Terra, la litosfera, è un puzzle gigante formato da 53 placche tettoniche.…
Era un torrido sabato di luglio, a Ketchum nell'Idaho, quel 1º luglio 1961. Mary Welsh,…
This website uses cookies.