Pietro Orlandi, fratello di Emanuela (la 15enne scomparsa nel nulla il 22 giugno 1983), aveva rilasciato alcune dichiarazioni che avevano suscitato imbarazzo e clamore, ovvero “Papa Wojtyla usciva di notte, e non per benedire le case”.

Anche Papa Francesco era intervenuto, nell’ultimo Angelus, per difendere la memoria di Papa Giovanni Paolo II; ma Orlandi ora si dice dispiaciuto per il clamore scatenato dalle sue dichiarazioni su Giovanni Paolo II nell’ultima puntata di Dimartedì su La7, e sostiene che Papa Bergoglio non si riferisse a lui quando ha parlato di «illazioni offensive e infondate» contro Giovanni Paolo II.

Nella puntata precedente, cioè, Pietro Orlandi aveva commentato dicendo che Wojtyla «la sera usciva con due monsignori polacchi», aggiungendo: «non penso per benedire le case».

Dal canto suo, Papa Francesco ha parlato di insinuazioni oltraggiose. Secondo Pietro Orlandi, Papa Francesco si riferiva invece a Neroni.

E chi è Neroni? Marcello Neroni è l’uomo che in un audio pubblicato qualche tempo fa dal blog Notte Criminale accusava Papa Giovanni Paolo II. L’audio proveniva da una conversazione registrata nel 2009. Neroni, oggi ultraottantenne, era stato accusato di essere un esponente della Banda della Magliana, collegato al gruppo dei testaccini, che all’epoca faceva capo ad Enrico De Pedis e a Danilo Abbruciati, socio in una società di slot machine nel quartiere Prati di Roma, arrestato per la prima volta nell’ambito dell’operazione Colosseo. Questo sedicente personaggio avrebbe accusato il Papa di avere relazioni illecite con alcune donne.

Pertanto, secondo Pietro Orlandi, Papa Francesco si riferiva proprio all’audio di Neroni, e non alle sue parole nei confronti di Wojtyla.

Insomma, Oralandi ha davvero detto che “Papa Wojtyla usciva la notte, e non per benedire le case”; ma intendeva dire – come ha chiarito – che uscisse con due monsignori polacchi. Invece, l’audio di Neroni, accuserebbe il Beato di relazioni illecite con donne.