Primo piano

Quando la stampa italiana (in materia di libri) è ridicola

In questi giorni stiamo assistendo a un bombardamento di consigli di lettura. Il che suonerebbe positivo, molto buono, perché leggere fa sempre bene, allena la mente, la distoglie dalla droga dei social; e i nostri studenti non sanno leggere (né scrivere). Peccato che questi avvisi siano fortemente strumentalizzati e, in realtà, assai poco intellettuali. Vediamo tre esempi. 1) Michela Murgia. Compianta, scomparsa. Opinionista controversa, e non necessariamente accettabile. Eppure stiamo assistendo alla sua santificazione nonostante il suo stile, le sue idee -teologi e italianisti concordano- non siano né quelle di Pasolini o di Gadda. Addirittura assurta a Sibilla visionaria, preveggente, dacché le sue eredi morali (come Chiara Valerio) sibilano in TV “la Murgia aveva previsto tutto…” e quella voce si amplifica, terrificante tra le tenebre, facendoci guardare il calendario e pensare “chissà cosa succederà domani? Avrei dovuto chiederlo alla Murgia”. Insomma, un bombardamento impositivo culturale genderless, che la fa passare come Pirandello, quando invece le sue opere potrebbero ascriversi a quelle di Selvaggia Lucarelli, non di più. 2) Vannacci. Nel libro, il generale ha esposto idee controverse al pari di quelle della Murgia. Eppure lei è la santa (nonostante le blasfemie), lui è il diavolo. Peggio: la peste. Da demonizzare. Il suo libro in vetta alle classifiche? Eh, ma la Murgia è stata tradotta di più. Il più venduto? Eh ma lo ha superato Felicia Kingsley. 3) Felicia Kingsley. E chi è, appunto, costei? Una donna molto, molto fortunata. Prima di tutto perché in molti scrivono romanzi d’amore e molti pubblicano, ma pochi, davvero pochi, vendono. E lei, che ha iniziato nel 2016 autopubblicandosi (come Vannacci), ora ha pubblicato con la Newton Compton editori “Una ragazza d’altri tempi” ed ha raggiunto la vetta della classifica (superando Vannacci). Felicitazioni. Eppure, la stampa italiana titola sempre: “Felicia Kingsley supera Vannacci”. “Felicia Kingsley mette a ko Vannacci”. “Vannacci ko, sconfitto, abbattutto, massacrato”. Cioè per gli articolisti non è importante il fatto che Felicia Kingsley sia in vetta alle classifiche con un romanzo un po’ alla Liala, ma che abbia superato Vannacci. Eh, altrimenti non dormiremmo sonni tranquilli, neh. Ci mancherebbe. E questa, io penso, è stata la sua più grande fortuna: non vincere, ma superare l’odiato della stampa. Così, oltre a vincere è diventata anche famosa. Avesse battuto la Murgia, sai che sfiga.

Relatore

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