Il consolato generale dell’Arabia Saudita ad Istanbul è stato perquisito per la prima volta dopo 14 giorni dalla polizia turca, con l’autorizzazione delle autorità saudite. L’ispezione è durata 9 ore ed è stata condotta dagli investigatori all’interno dell’edificio, probabile scena del crimine. L’obiettivo era quello di cercare prove dell’omicidio del giornalista Khashoggi presumibilmente avvenuto all’interno del consolato.
Il giornalista saudita si era recato il 2 ottobre scorso presso il consolato per chiedere i certificati necessari al suo matrimonio, e da lì non è stato più visto uscire.
La polizia turca ha esteso la ricerca di indizi per la scomparsa del giornalista anche alla residenza del console saudita Mohammad al-Otaibi a Istanbul, che nel frattempo ha però lasciato la Turchia, prima della perquisizione. Fonti turche affermano che il giorno in cui Khashoggi è scomparso, diverse auto targate corpo diplomatico sono state viste percorrere il tragitto tra il consolato e la residenza del console.
Il presidente Trump ha dichiarato nei giorni scorsi che andrà fino in fondo a questa vicenda promettendo una severa punizione per i responsabili della morte del giornalista. Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, invitato a Riad dopo una telefonata tra Trump e il re Salman, ha incontrato i leader sauditi e nelle prossime ore è atteso in Turchia dove funzionari turchi sostengono che il giornalista sia stato ucciso da agenti sauditi vicini alla famiglia reale. I sauditi negano, e il principe ereditario Mohammed Bin Salman ha concordato sulla necessità di un’indagine che fornisca risposte concrete. Il re Salman nega di essere a conoscenza di qualsiasi cosa possa essere accaduta a Jamal Khashoggi.
Nei giorni scorsi, l’Arabia Saudita ha avvertito che ogni eventuale sanzione contro il regno ricco di petrolio sarebbe stata accolta con una probabile esplosione dei prezzi di vendita dell’oro nero. L’avvertimento di Trump ha messo a dura prova i mercati azionari. L’economia saudita svolge un ruolo estremamente influente e vitale e delle azioni drastiche da parte sua potrebbero scuotere l’intero mondo economico. Solo Stati Uniti e Russia producono più petrolio dell’Arabia Saudita e un ulteriore problema potrebbe essere rappresentato dal fatto che i sauditi, spendendo centinaia di miliardi di dollari in acquisti di armamenti dagli Stati Uniti, potrebbero comprare armi dalla Russia o dalla Cina.
Il recente scambio di accuse tra Washington e Riad sembra lasciare il posto ad una ricerca reciproca di una spiegazione più “morbida”. Entrambi i paesi sanno di poter perdere tantissimo se questa faccenda finisse per dividere la loro partnership strategica che dura da moltissimi anni.
I sauditi si stanno preparando dunque ad ammettere l’uccisione “per errore” del giornalista con tanto di rapporto che concluderà che la morte di Khashoggi è stata il risultato di un interrogatorio andato storto.
L’Iran, paese rivale dell’Arabia Saudita, sarebbe il primo beneficiario se i sauditi dovessero perdere l’accordo di difesa militare che gli americani offrono, e gli americani sanno anche che migliaia di posti di lavoro negli USA andrebbero persi a tutto vantaggio della Cina e della Russia. Ecco quindi l’invio urgente del segretario di stato americano per i colloqui con la famiglia reale saudita.
Comunque vada, la reputazione internazionale del principe ereditario Mohammed Bin Salman sarà per sempre macchiata da questa brutta vicenda.
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