
di Francesco Pontelli – il Nuovo giornale italiano – 24 Aprile 2023
Mentre la politica italiana si occupa delle complesse ragioni della immigrazione, dimostrando di non avere la forza né la capacità di investire l’intera UE nella complessa gestione di questo biblico fenomeno, il nostro paese registra la seconda flessione della produzione industriale (-2,3% su base annuale), le istituzioni europee, con inaudita pervicacia e sorde ad ogni priorità proveniente dal contesto quotidiano, continuano nel delirio ideologico ambientalista massacrando non solo le industrie italiane ed europee, ma soprattutto allontando dal nostro continente ogni possibilità di investimento produttivi.
La assoluta irresponsabilità delle massime autorità politiche europee rappresenta la vera “bomba ambientale” sganciata sul futuro della nostra civiltà e di quel progresso fino a qui conseguito con grandi investimenti professionali industriali ed umani. https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/politica/10101-ue-il-tradimento-di-una-dirigenza-pseudo-ambientalista.html
Questa strategia risponde a due obbiettivi della stessa Unione Europea. La crescita continua della dotazione finanziaria a favore della Ue come conseguenza dell’escalation della pressione fiscale attraverso, con la quale si accresce il potere della stessa istituzione.
A questo obbiettivo si aggiunge il rafforzamento della pericolosa deriva finanziaria con l’applicazione delle quote negoziabili di CO2 ad ogni settore industriale come alla quotidianità delle persone.
E così, esattamente com’è avvenuto con la quotazione del gas al mercato di Amsterdam, si rivelerà un ulteriore vessazione fiscale ed economica.
Rendere finanziariamente negoziabile la risposta ad un bisogno primario, sia gas ed energia ma ora anche crescita economica e tutela della propria abitazione, rappresenta un atto eversivo ed antidemocratico del quale si dovrebbe prendere finalmente coscienza.
Il mandato elettorale, infatti, non offre la assoluta discrezionalità in relazione alle priorità da conseguire, specialmente in un periodo problematico come quello attuale, caratterizzato da una economia di guerra successiva a due anni di quasi azzeramento legato alla pandemia mondiale. https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/economia/11049-europa-e-la-casa-green-ma-al-verde-andranno-i-cittadini.html
Il contesto economico, gravido di grande preoccupazione, non solo industriale ma anche finanziario, si pensi alle ultime crisi bancarie statunitensi e svizzere, dovrebbe imporre alle istituzioni europee un radicale cambiamento delle priorità da conseguire precedentemente ad ogni disegno politico ed ideologico.
Emerge chiaramente come ora questa Unione Europea questa Commissione europea e questo parlamento europeo rappresentano il vero problema per il futuro economico e sociale della nostra società.