Una condanna esemplare quella inflitta ai giovani che lo scorso 7 ottobre erano stati ripresi mentre picchiavano selvaggiamente un uomo a terra, alla Rotonda di Locarno. Da allora le immagini avevano fatto discutere molto e negli scorsi giorni si è svolto il processo che ha visto alla sbarra i due autori principali, un 30enne e un 23enne italiani, ma anche gli altri presenti ovvero un 28enne ticinese e un altro 23enne italiano.
I legali dei quattro hanno parlato in questi giorni di legittima difesa e della scarsa credibilità della vittima. Il 26enne assillante srilankese ha lui stesso una lunga lista di reati, ma anche importanti disturbi di personalità (schizofrenia paranoide) e dipendenze da sostanze stupefacenti. Quella sera aveva importunato il gruppetto minacciandoli anche con un coltello. Minacce che i legali degli imputati hanno cercato di sfruttare per giustificare il violento pestaggio. È stato inoltre ribadito dalla difesa che “Lo srilankese non è mai stato colpito alla testa e non è mai stato in pericolo di vita”.
Non la pensa così tuttavia il giudice Amos Pagnamenta che invece ha riconosciuto il 30enne e il 23enne responsabili di tentato omicidio intenzionale: “Si è trattato di un pestaggio selvaggio che solo per una serie di condizioni non ha portato a risultati più nefasti. Oggi saremmo potuti essere qui a parlare di omicidio, e non di tentato omicidio”, ha sottolineato. “Appare evidente dalle immagini della videosorveglianza che i due miravano alla testa, che in alcuni casi è stata anche raggiunta. Chi sferra questo tipo di colpi si assume il rischio di uccidere una persona”.
I due dovranno scontare tre anni e mezzo di detenzione e poi dieci anni di espulsione dalla Svizzera. Il 28enne ticinese invece ha avuto 6 mesi con la condizionale per tre anni, mentre il terzo giovane italiano, il gemello del 23enne condannato, se l’è cavata con una multa per la violazione della Legge federale sugli stupefacenti.
La vittima del pestaggio sarà anche lui processato in separata sede per diversi episodi di violenza.
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