di Cristina T. Chiochia

  • Che i poeti non dormissero è risaputo: grazie alle tante poesie che nel corso dei secoli si sono avvicendate, scritte, lette e poi interpretate. Molti particolarmente interessati alle connessioni umane, durante una “Notte dei poeti”, in Italia . Infatti, ” I poeti non dormono la notte” è stata una bellissima maratona di poesia interamente gratuita, in Italia a Milano, con 190 lettori, di ventiquattr’ore ininterrotta, andata in scena dalle ore 21.00 di domenica 19 febbraio alle ore 21.00 di lunedì 20 febbraio 2023. Voluta e realizzata (a partire da un’idea di Francesca Alfano Miglietti) grazie a Agenzia X, Paolo Bazzani, Ella e Antonio Capaldo, Lavazza, Mariagrazia Mazzitelli, Fabio Novembre, Emiliano Ponzi, Patrizia e Antonio Marras, Maida Mercuri, Antonella Rana con il patrocinio del Comune di Milano e sostenuta dal Corriere della Sera, per festeggiare il Teatro Elfo Puccini, che ne è anche sede e organizzatore. Che, come recita il comunicato stampa, per un’intera notte e un intero giorno “alla scoperta della poesia come luogo, come direzione, come viaggio, come mare. Ventiquattr’ore di poesia non bastano, ma sono un tentativo quasi rivoluzionario di ricordare che, tra gli infiniti modi di guardare alla realtà, c’è anche quello filtrato dalla lente della poesia”.

Gianluigi Gherzi è uno di questi. Gherzi, poeta e uomo di teatro, ha recitato e diretto molti spettacoli di gruppi italiani nell’ambito del teatro di ricerca. Eppure dalle sue poesie traspare anche altro,  in particolare nella raccolta delicata e preziosa delle piccole cose. Dopo il primo libro dal titolo “Ti aspetto nella mia casa in disordine” del 2019, ecco che con  “Alfabeti della gioia”,sempre editi  per AnimaMundi edizioni nella collana Piccole Gigantesche Cose, Gherzi accosta e quasi “canta”, come un inno alla vita la gioia di sentirsi al mondo. In questa epoca definita spesso delle “passioni tristi”, dove il mondo reale viene proiettato sempre più nel virtuale e per essere connessi e creativi si usa la fantasia di un avatar, Gherzi risponde con il canto ed il dialogo di chi si sente creativo forse per vocazione artistica, ma con quello slancio puro e sincero che fa della poesia non tanto un’arte, ma voglia di comunicare.

Mancano i confini alla poesia di Gherzi che diventa meraviglia per le cose fanciullesca e quindi sincera. E che rende l’arte del coinvolgimento, così di moda in questi tempi confusi, rappresentato nel suo più umano significante e significato. Usare il cervello umano a fini artistici non per un “game thinking”, ma per ricordare al mondo, qualora ce ne fosse bisogno che la vera rivoluzione di questo secolo è restare umani. Poesia come potente meraviglia del mondo, in una notte dei poeti tra connessioni reali ed umane.