Primo piano

La sacralità del Natale – Storia della celebrazione della nascita di Cristo e della Luce nel Mondo

Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».
Vangelo secondo Giovanni 8:12 NR06.
Natale, nascita di Cristo. Festa della Luce. Donde le origini della Natività più celebrata al mondo?
E’ “solo” dal IV secolo d C, che la data “ufficiale” della natività di Gesù Cristo diviene il 25 dicembre, forse sovrapponendosi alla festa del Sol Invictus. Prima, veniva celebrata in date disparate: ad Alessandria d’Egitto addirittura a maggio, in un testo attribuito a San Cipriano (III sec) si parla invece di marzo, mentre per la setta dei Balisilidiani a gennaio. Inizialmente fortemente connessa all’epifania, (gli gnostici veneravano, come riporta Epifanio, una “croce celtica” ovvero un disco solare, proprio nella notte tra il 5 e il 6 gennaio).  Con Cirillo d’Alessandria, (V secolo) le celebrazioni del Natale compaiono stabilite già a dicembre, pertanto possiamo asserire che la data nostra odierna si sia assestata nel IV secolo circa. Non si discostano dalla tradizione gli ortodossi, che celebrano il Natale della chiesa d’Oriente il 7 gennaio, mentre la chiesa armena apostolica di Gerusalemme lo celebra il 19 gennaio. (Segue invece il calendario gregoriano la chiesa ederica di Sanaa che lo festeggia il 30maggio, per noi Santa Giovanna d’Arco).

Il 22 dicembre, primo giorno dopo il Solstizio d’Inverno, al si festeggia anche Yule, festa nordica del dio Jul, per i pagani (e i neopagani) norreni, correlata alle tradizioni del vischio, dell’agrifoglio e dell’albero di Natale: quest’ultimo legato anche alla venerazione della divinità romano-asiatica Attis-Cibele, quando in occasione dell’equinozio di primavera si addobbavano i pini in omaggio all’anno nuovo.

La festa di Yule fu adattata alla cristiana natività da Gregorio Magno, uno dei primi e più autorevoli papi nella storia della Chiesa. Quercia e Agrifoglio rappresentano rispettivamente il vecchio e il nuovo; come il sole, che risorge, con la divinità a lui dedicata: il Sol Invictus, per i romani, il dio Mitra. 

Queste le origini del “natale pagano” della festività romana che venerava Helios, Mitra o El-Gabal, una divinità greco-asiatica, protettrice soprattutto dei soldati. Grazie alla sua attenzione per il sole e gli astri, la festa fu assurta come coniugata alla profezia biblica del Messia, inteso come un sole splendente.

E dal Sole si giunse al Signore (la luce è simbolo portante soprattutto nel Vangelo di Giovanni). Come ricorderà, tra tutti, Tertulliano, Gesù risorse infatti il primo giorno della settimana, Domenica, (Sunday), il giorno dedicato al sole, perché metafora della Resurrezione.

Così, nel nome della Luce, la redazione di Ticinolive.ch augura a tutti i lettori un Sereno Natale!

 

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