Un gesto coraggioso quello dell’atleta e il più grande podista britannico di sempre Mo Farah che in un documentario dedicato alla sua vita ha raccontato al mondo le sue vere origini. “Molte persone mi conoscono come Mo Farah, ma non è il mio nome, non è la realtà. La vera storia è che sono nato in Somaliland, a nord della Somalia, come Hussein Abdi Kahin. Diversamente da quanto ho detto in passato, i miei genitori non hanno mai vissuto nel Regno Unito”. Comincia così la lunga rivelazione che racconta i dettagli più drammatici dell’atleta oggi 39enne.
Contrariamente a quanto affermato finora, quando aveva 4 anni Mo Farah ha pero il padre nella guerra civile che infiammava la Somalia. È stato poi separato da sua madre e portato illegalmente nel Regno Unito. La donna che lo ha portato via dalla sua famiglia gli aveva detto che sarebbe partito per l’Europa per raggiungere alcuni parenti, ma la realtà si rivelò essere ben più crudele. Una volta arrivati a Londra, la donna distrusse davanti a lui il contatto dei parenti e gli diede una falsa identità, quella di Mohamed Farah appunto, un nome che era appartenuto ad un altro bambino. L’atleta così finisce in casa di una coppia che per anni lo ha maltrattato e costretto a pesanti lavori domestici. Fino ai 12 anni Mo non aveva mai frequentato una scuola e quando finalmente cominciò ad andarci scoprì il suo talento sportivo e confidò al suo insegnante di educazione fisica la difficile storia che aveva vissuto. L’insegnante se ne prese cura segnalando il suo caso agli assistenti sociali e il bambino fu finalmente affidato ad un’altra famiglia, questa volta somala: “Mi mancava ancora la mia vera famiglia, ma da quel momento tutto è migliorato. Mi sono sentito come se mi avessero alleggerito le spalle, mi sono sentito me stesso. È stato allora che Mo è venuto fuori, il vero Mo”.
“Per anni ho continuato a non pensarci ma non ci si può nascondere per sempre” ha dichiarato l’atleta, aggiungendo che ha deciso di dire la verità per il desiderio di essere onesto coni suoi figli e con l’intera nazione.
Il Governo britannico ha precisato che Farah non ha nulla da temere dal profilo legale per il suo passato da immigrato illegale.
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