La multinazionale americana Boeing era rimasta a terra per diversi anni a causa di vari difetti del suo veicolo spaziale Starliner.

Dopo diversi tentativi falliti, la navicella della Boeing ha raggiunto sabato notte la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) durante un test senza equipaggio, dopo aver affrontato un ulteriore ritardo di 26 ore per un maggior lavoro di conferma dei dati di telemetria.  L’unica altra volta che la Starliner di Boeing ha volato nello spazio, non si è mai avvicinata alla stazione spaziale.

Decollato da Cape Canaveral Space Force Station in Florida giovedì in cima ad un razzo Atlas V N22, alto 53 metri, fornito dalla United Launch Alliance (una joint venture tra Boeing e Lockheed Martin) con a bordo un manichino di prova al posto di comando e circa 400 kg di peso di carico, ha raggiunto l’orbita preliminare prevista in 31 minuti, nonostante il guasto di due propulsori che non ha  rappresentato alcun rischio per il resto del test di volo.

La NASA è riuscita finalmente a far volare un’altra navicella statunitense verso la ISS adatta ad inviare i suoi astronauti da e verso l’orbita. La Starliner può ospitare un equipaggio composto da sette membri.

Il programma dei voli di prova, è costato alla Boeing circa 600 milioni di dollari. Il primo test nel 2019 è stato afflitto da errori di software così gravi che la navicella è finita nell’orbita sbagliata saltando la stazione ISS e finita quasi distrutta quando il controllo da terra ha interrotto frettolosamente la missione. Dopo diverse manutenzioni, la scorsa estate Boeing ha rimesso la navicella sulla rampa di lancio, ma il tempo trascorso per far decollare nuovamente la navicella, ha danneggiato le valvole per effetto della corrosione. Boeing ha dovuto così interrompere il conto alla rovescia e dare inizio ad un altro ciclo di riparazioni.

Con due anni di ritardo, il test high-stakes per inviare gli astronauti in orbita è finalmente riuscito, completando un importante obiettivo per Boeing che ha lavorato per questo volo dal 2014, quando la NASA ha assegnato i contratti sia a Boeing e sia alla società SpaceX per lo sviluppo di veicoli spaziali in grado di trasportare astronauti.

SpaceX ha effettuato il suo primo volo di prova senza equipaggio nel marzo del 2019 e da allora ha effettuato 5 missioni con equipaggio della NASA a bordo. Boeing al contrario è inciampata in diversi problemi tecnici.

Prima di consentire l’avvicinamento, i controllori di terra della Boeing si sono esercitati a manovrare la capsula testando il suo sistema di visione robotica. Tutto è andato bene ad eccezione di un circuito di raffreddamento e due piccoli propulsori utilizzati per posizionare il veicolo spaziale durante l’attracco, che sono stati costretti a spegnere. La navicella ha mantenuto tuttavia una temperatura costante e disponeva di altri 10 propulsori per governare in tutta sicurezza la navicella.

Alle ore 00:28 (GMT) di sabato notte è avvenuto fisicamente con successo l’attracco con la ISS mentre i due veicoli spaziali “volavano” ad un’altezza di 436 km sopra l’Oceano Indiano meridionale al largo delle coste australiane. Gli astronauti presenti a bordo della ISS hanno aperto per la prima volta il portello della navicella della Boeing, che rimarrà ancorata ancora per alcuni giorni prima di far ritorno sulla Terra.

La NASA ha annunciato che la Boeing cercherà di lanciare un equipaggio entro la fine di quest’anno o all’inizio del prossimo.