Scoppia la bufera sull’Anpi, dopo che il presidente Gianfranco Pagliarulo ha ritenuto di “appurare veramente cosa accaduto a Bucha”. Le parole del presidente uscente dell’Anpi, he in realtà ha citato le parole del segretario delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, secondo il quale “è essenziale che una commissione d’inchiesta indipendente porti alle responsabilità effettive dell’accaduto”, hanno suscitato numerose e violente polemiche, sia da parte della comunità ebraica di Roma sia da parte del presidente di Triennale Milano Stefano Boeri, figlio di un partigiano.
Pagliarulo ha infatti aggiunto che la stessa dichiarazione dell’Anpi è stata condivisa e, anzi, anticipata, dal segretario dell’Onu Guterres “ma nessuno ha avuto nulla da ridire. C’è un pregiudizio di alcune persone e alcune aree contro l’Anpi”, ha concluso il presidente.
Secondo le federazioni locali di Milano e Bologna, l’Anpi di Pagliarulo si sarebbe dimostrato “negazionista” o comunque avrebbe preso troppo “alla leggera” le atrocità commesse dai russi in Ucraina.
In realtà, l’Associazione dei partigiani, ha condannato l’eccidio nella città ucraina; però, al contempo, ha sottolineato la necessità di chiarire le responsabilità.
Le prime accuse sono piombate dalla Comunità ebraica di Roma, la cui presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello, ha dichiarato: “è ormai una consuetudine quella dell’Anpi di confondere aggressori e aggrediti”.
Il Presidente Pagliarulo ha, allora, risposto: “sappiamo benissimo chi è l’aggressore, l’abbiamo sempre denunciato e condannato, anzi siamo stati probabilmente tra i primi a condannare l’invasione”. E poi, ha aggiunto “quello che i partigiani chiedono è una commissione indipendente: indagini indipendenti devono fare piena luce su quanto accaduto. I crimini di guerra devono essere puniti”.
Secondo Pagliarulo, “il presidente Putin, le autorità e l’esercito russo dovranno rispondere delle loro azioni”, ma è necessaria l’istituzione di “una commissione per appurare le responsabilità specifiche in capo al comandante o altri ufficiali. Ci dev’essere un processo prima di una condanna”.
Dopo la comunità ebraica, è giunto anche il presidente di Triennale Milano Stefano Boeri, che ha dichiarato: “mi vergogno profondamente di leggere queste righe da parte di un’Associazione che sembra aver dimenticato che la Resistenza antifascista aveva scelto da che parte stare, chi fossero i nemici, dove e come riconoscere i colpevoli e le vittime”.
L’accusa dell’Anpi di “eccessiva “terzietà” o neutralità nei confronti della Russia” divide la sede di Bologna, che a un recente evento ha esposto lo slogan “In ricordo della Resistenza Italiana, in onore della Resistenza Ucraina”, dalla sede principale, che ha volontariamente assunto una posizione “garantista” e più cauta.
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