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Novak Djokovic: dopo l’Australia anche Parigi è a rischio

Si è conclusa da ormai un paio di giorni la disavventura australiana di Novak  Djokovic, che ha perso il suo appello alla Corte Federale australiana ed è stato definitivamente espulso dal paese. È tornato in Serbia, accolto da giornalisti come un eroe incompreso. Le prime pagine dei giornali serbi hanno definito la decisione australiana come una “vergogna” e uno “scandalo”.  Dal  canto suo, il tennista si è detto “profondamente deluso” e ha augurato “ai giocatori, ai funzionari del torneo, allo staff, ai volontari e ai fan tutto il meglio per il torneo”. 

Due fattori sono stati decisivi per la sentenza. Da una parte il fatto che Djokovic non  si sia ancora vaccinato a due anni dall’inizio della pandemia, assumendo cosi inevitabilmente una posizione da “no-vax” e rischiando di fomentare il pericoloso movimento. Dall’altra, gli errori, omissioni e bugie presenti nei documenti di viaggio del tennista. Il presidente  serbo Aleksandar Vucic si è schierato apertamente con il tennista, affermando che Novak può rientrare a testa alta nel suo paese, dove è sempre benvenuto. “Quelli che pensano di aver affermato dei principi hanno dimostrato di non avere principi. Hanno maltrattato un tennista per dieci giorni per poi prendere una decisione che conoscevano dal primo giorno”, ha detto il presidente.

Forte anche la reazione del padre di Novak, Srdjan Djokovic, che sui social ha scritto: “Il tentativo di assassinare il miglior sportivo del mondo è finito, 50 proiettili nel petto di Novak. Dopotutto lui aiuta un giovane giocatore di 17 anni. Quello è Nole, un uomo, un fratello. Ci vediamo a Parigi”.

Ma si è trattato di una affermazione un po’ affrettata, in quanto gli stessi problemi avuti in Australia potrebbero ripresentarsi in Francia. La ministra dello sport Roxana Maracineanu ha infatti sottolineato due giorni da che il Roland Garros sarà aperto unicamente ai vaccinati: “Il passaporto vaccinale sarà obbligatorio per spettatori, ma anche per chi pratica sport, per gli sportivi professionisti, francesi e stranieri”. L’unica speranza per Nole è che tra qualche mese la situazione sanitaria sarà migliorata nettamente,  tanto da sospendere  il cosiddetto super greenpass. 

MK

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