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Che cosa resterà di questa pandemia – di Guido Sassi

Devo pensare a riorganizzare la mia quotidianità, una sfida dell’isolamento.

Tutti noi siamo stati chiamati ad affrontare la sfida dell’isolamento, che ha comportato anche l’emergere di emozioni contrastanti, talvolta difficili da gestire, come l’ansia, la paura e l’incertezza.

La sfida della ripartenza, che non significa tornare al mondo così come lo abbiamo lasciato prima della diffusione della pandemia, (si deve fronteggiare le difficoltà del momento, agire responsabilmente,) ci indurrà ad affrontare difficoltà nuove e richiederà un alto grado di responsabilità

Questi cambiamenti ci chiamano, oggi più che mai, ad adeguarci rapidamente ad una realtà diversa, attuando azioni flessibili che ci auguriamo possano, comunque, permetterci di mantenere standard di performance elevati.

Nel futuro immediatamente prossimo sarà necessario rivedere tanti aspetti della nostra vita, nelle sue relazioni personali e di prossimità, ma anche nella sua dimensione collettiva e politica nei suoi aspetti relazionali e comportamentali.

Per quanto riguarda l’ambito della mia attività, che è la ristorazione, Covid-19 ha introdotto cambiamenti radicali (cambiato profondamente il mondo della ristorazione e dell’ospitalità); sono state introdotte regole rigide volte a salvaguardare la salute dei clienti e lavoratori che hanno portato ad un progressivo peggioramento della situazione economica di molte attività, già penalizzate dal lungo periodo di stop dovuto al lockdown.

Dopo il periodo estivo, che sostanzialmente in tutto il Ticino, ha consentito una temporanea ripresa (abbiamo vissuto un buon andamento) delle attività ristorative con risultati incoraggianti che potevano giustificare una ragionevole fiducia nel futuro, adesso crescono le incertezze: allo stato attuale è impossibile determinare quale sarà l’evolversi della curva dei contagi e quali misure saranno intraprese dal Governo per contrastare e sostenere un settore che sta pagando un conto salato a causa della pandemia.

Nonostante questa incertezza, in qualche modo è necessario guardare al futuro perché ovviamente il tempo non si ferma e l’economia ha le sue leggi dalle quali non si puó prescindere (non si ferma, il futuro, il tempo e l’economia).

Sognare e immaginare, la vita è fatta di ripartenze. Non mi spaventa il futuro, ci si rimboccherà le maniche e si farà la nostra vita sempre meglio. Ogni tanto la vita fa pagare un conto e poi si riparte più forti, la voglia di migliorare e questo è bello: mi aspetto grandi novità non soltanto dall’impegno che io per primo metteró nel lavoro, ma anche dalla vicinanza dei miei amci, dalla disponibilità dei collaboratori e dal lavoro dei collegjhi tutti. (da me, dai miei amici, dai colleghi, tutti cambiamenti positivi.)

Mi ritengo una persona ottimista e pragmatica.

Guido Sassi

 

Relatore

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