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La donna che accusò Genovese di stupro, avrebbe ricevuto da lui 5 milioni di euro: gli avvocati la lasciano

Il caso Alberto Genovese, torna a far discutere, dopo che la giovane donna che aveva accusato l’imprenditore di esser da lui stata stuprata, avrebbe, di recente, pranzato con gli amici del suo presunto aguzzino, per pattuire un alto risarcimento e chiudere, così, il caso: i legali della donna hanno deciso di non assisterla più

C’è un’Italia dei bassi fondi, tra gli alti livelli della società. Un’Italia dove l’immoralità va a braccetto col vizio, e danza col crimine, e la verità viene comprata dai milioni, così come il silenzio. È l’Italia dei bassi fondi in cui le élite si danno al sesso, alla droga, all’alcol… e agli effetti collaterali che tutto ciò comporta.

L’imprenditore Alberto Genovese, fondatore dell’impresa Facile.it (che ha ceduto nel 2014), consulente in McKinsey e Bain, impiegato per Ebay, è dal novembre scorso accusato di violenza sessuale. 43 anni, originario di Napoli, Milanese d’adozione, organizzava, nel suo appartamento di Milano, feste e festini, che spesso sfociavano in orge. Festini noti ai più celebri volti dello spettacolo, come la showgirl Belen che dice di avervi partecipato solo una volta, e di aver parlato con lo chef Cracco.

Proprio durante una di queste orge, il 10 ottobre scorso, una delle ragazze invitate, avrebbe subito una violenza sessuale. Un’amica della giovane donna, quindi, avrebbe denunciato alla polizia che l’amica diciottenne sarebbe stata vittima di gravi abusi sessuali. Scoppiato il caso, la ragazza è stata affidata a medici e psicologi per un percorso riabilitativo, perché, in seguito alle lesioni subite, “stava malissimo”.

Poi, d’improvviso, la giovane viene abbandonata dai legali, perché avrebbe partecipato a un “misterioso” pranzo, il 28 novembre, assieme a persone molto vicine al suo stupratore.

Dopo la puntata di “Quarto Grado“ di ieri sera, condotta dal giornalista Gianluigi Nuzzi, in cui si è indagato su un pranzo avvenuto – nella totale contravvenzione delle norme anti Covid – tra la donna e l’entourage di Genovese, gli avvocati della ragazza, Luca Procaccini e Saverio Macrì, hanno rinunciato al mandato. La donna, allora, si sarebbe rivolta a un altro avvocato.

Luca Procaccini e Saverio Macrì, legali della giovane donna, che fino a ieri la difendevano, e che si erano anche esposti mediaticamente per tutelarne l’immagine, hanno ora deciso di lasciare la difesa, dopo la trasmissione “Quarto grado” andata in onda ieri sera su Rete quattro, che ha messo in evidenza i contatti tra la presunta vittima e l’entourage del suo presunto stupratore. A tale notizia, anche gli psicologi che l’avevano in cura, hanno deciso di lasciare la causa.

Nel “pranzo dell’omertà”, lo scorso sabato 28 novembre in un ristorante milanese, si sarebbero incontrati la ragazza, un suo amico fidato e tre persone dell’entourage dell’imprenditore digitale che ora si trova in carcere, per le accuse di stupro risalenti al 10 ottobre scorso nel suo lussuoso appartamento nel centro di Milano, ribattezzato “Terrazza sentimento”.

Dopo il pranzo, la donna, poi, si sarebbe recata nello studio di un altro avvocato, Luigi Liguori, per farsi assistere da lui. Liguori si è formato al fianco di Giannino Guiso, storico difensore di Bettino Craxi ed è già legale dell’ex moglie di Fabrizio Corona, Nina Moric.

Durante il pranzo, alla donna sarebbero stati offerti 5 milioni di euro in risarcimento, per un intermediario di Genovese il quale, così, potrebbe ottenere attenuanti ed eventuali riduzioni di pena.

Nel frattempo per Genovese, in carcere dal 7 novembre, si prospetta un altro processo per disturbo della quiete pubblica, a causa delle feste nell’abitazione di lusso nel centro di Milano. Oltre 13 le segnalazioni giunte dai vicini di Genovese (tra cui anche il ballerino Roberto Bolle) per altrettante feste che si sono protratte sino a tarda notte e hanno causato problemi per via dei rumori.

Intanto, secondo il Corriere, Genovese sarebbe indagato anche per un secondo caso di stupro avvenuto a Ibiza, ai danni di un’altra giovane donna di 23 anni.

Relatore

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