L’antirazzismo si abbatte sui film e sulle Statue: dopo “Via col Vento”, via anche “Calimero”

La Disney + ha rimosso il celebre cartone animato che vede protagonista Calimero “il pulcino nero” dolce e sfortunato, poiché “veicola razzismo” e “discriminazione”. È curioso notare come recentemente la stessa Disney + sia stata oggetto di polemiche da parte di alcuni genitori “tradizionalisti” per i contenuti veicolati per i bambini, ad alto contenuto LGTB e gender fluo.

Il giornalista Giulio Meotti parla di “fase aggressiva del grande Alzheimer che ha colpito le società occidentali”. Allega un reportage di foto in cui si vedono statue della storia occidentale decapitate dai manifestanti antirazzisti. Già negli scorsi anni, in occasione del Columbus Day, numerose statue di Colombo erano state asportate o distrutte; negli ultimi giorni, però si è assistito a una vera escalation di distruzioni. Le statue di Cristoforo Colombo sono state decapitate, date alle fiamme, oppure gettate nei laghi.

La protesta antirazzista supera l’Oceano e arriva a Londra, dove il sindaco Sadiq Kahn ha dato il via alla rimozione di varie statue che, a detta dei protestanti, rappresenterebbero “la supremazia dell’uomo bianco, usurpatore del mondo”. Tra le statue rimosse e capitolate sotto la ghigliottina dell’antirazzismo, quella di Robert Milligan, colonialista, o Thomas Guy, fondatore dell’ospedale che porta il suo nome. Distrutte, rimosse, abbattute.

Tra i più illustri e noti personaggi storici capitolati sotto la furia degli antirazzisti anche Abram Lincoln e Winston Churchill: la statua di quest’ultimo è stata vandalizzata con la scritta “murderer”, assassino, e sporcata da altre scritte. Non si è salvata nemmeno la regina Vittoria, la cui statua, a Leeds, è stata violentemente vandalizzata.

Migros, la catena di supermercati svizzeri, nel frattempo, per allinearsi alla protesta che sta scuotendo il mondo, ritira dal mercato i “moretti”, cioccolatini chiamati anche “testa di moro”, la cui nominazione storica aveva scatenato polemiche già nel 2017. I responsabili tweettano di essere consapevoli delle polemiche che anche la decisione in merito scatenerà.