Nonostante le numerose proteste da parte di gruppi animalisti, le autorità olandesi hanno dato il via libera all’abbattimento di circa 10mila esemplari di visioni da pelliccia, in seguito a due sospetti casi di trasmissione del coronavirus dagli animali all’uomo. Le fattorie coinvolte sono una decina. La portavoce dell’agenzia Food&Wares authority olandese ha specificato: “Tutte le fattorie di allevamento di visoni in cui vi è un’infezione saranno eliminate e le fattorie in cui non vi sono infezioni non lo saranno”.
Due ministri avevano richiesto il procedimento motivandolo come misura necessaria per prevenire la diffusione della malattia: “I funzionari sanitari sostengono che il virus può continuare a circolare nelle fattorie di visoni per lungo tempo e quindi gli animali rappresentano un rischio per la salute pubblica e degli animali”. La richiesta tuttavia non era passata inosservata e alcune associazioni animaliste avevano presentato un formale ricorso al tribunale di Amsterdam, in seguito al quale un giudice aveva bloccato il procedimento. La portavoce di Animal Rights, Erwin Vermeulen aveva dichiarato: “Gli esperti hanno sempre affermato che il coronavirus nel visone non comporta rischi per la salute della popolazione in generale. La decisione di abbatterli ora sembra principalmente basata su motivi populisti”. Il ricorso tuttavia è stato bloccato e la procedura è già stata avviata.
Il governo olandese ha specificato che gli allevatori riceveranno un compenso finanziario e che gli animali saranno uccisi “in modo responsabile”, in particolare usando monossido di carbonio. Una “misura difficile” ma necessaria, in un paese dove l’industria delle pellicce esporta 90milioni di euro di prodotto all’anno. Le associazioni animaliste olandesi combattono da tempo la battaglia in difesa dei visoni e nel 2016 sono riusciti in un’impresa importante: grazie ad una sentenza della Massima Corte olandese, tutti e 140 allevamenti di visoni saranno chiusi entro il 2024.
In Italia, il presidente dell’Organizzazione internazionale protezione animali ha esortato il governo a prendere esempio e chiudere tutti gli allevamenti di animali da pelliccia: “In questi stabilimenti gli animali vivono per lo più in pessime condizioni igieniche e lo stress che subiscono dalla nascita all’uccisione è altissimo, costretti come sono a subire un’angusta cattività in scenari d’inferno.
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