Il senso di responsabilità si dimostra nell’esercizio della libertà (titolo originale)
Le dure misure imposteci avevano il solo scopo di evitare il sovraccarico del sistema sanitario, che oggi respira, è sotto controllo, la curva scivola costante. Il loro fine non era quello fermare i contagi, è il gregge che trova la propria immunità. E l’incidenza del virus si dimostra bassa, la mortalità in Svizzera da inizio anno è quasi invariata rispetto allo scorso anno ed inferiore rispetto ai 4 anni precedenti. Per chi ha meno di 65 anni, addirittura in calo rispetto ai 5 ultimi anni.
Quindi basta, per favore. Basta paura. Litiga con la ragione, blocca gli sforzi necessari per girare l’inerzia di questa situazione che sta soffocando l’economia, ci distrae dal considerare i costi, l’impatto economico che il perdurare di queste misure comporta e che porteranno conseguenze che cambieranno il nostro modo di vivere. Non le distanze sociali modificheranno il nostro stile di vita, ma uno Stato più povero ed una società più bisognosa con cui ci trascineremo per anni.
Basta. Basta chiusure e blocchi.
È il momento di restituire la vita, le libertà, dai bambini a chi ha fatto grandi sacrifici, riapriamo, restituiamo le piene libertà di commercio ed industria a chi da mesi fa sacrifici, rilasciamo e rilanciamo l’economia e fidiamoci dei cittadini.
Ringraziare i cittadini del senso di responsabilità dimostrato nel restare a casa ? E che senso di responsabilità sarà mai ubbidire ad un ordine governativo e di polizia, oppressi dalla paura veicolataci giornalmente ? Il senso di responsabilità si dimostra nell’esercizio della libertà.
Consumare alcol, fumare tabacco, guidare un’auto, anche questi possono essere sono – dati i numeri – comportamenti nocivi, più letali del virus. Eppure li permettiamo, facendo appello al senso di responsabilità di ogni cittadino, che oggi ha compreso a convivere adeguatamente (mascherina e igiene delle mani) con questo virus e saprà valutare ed assumersi i propri rischi, dalla scuola al parco, dall’ufficio al negozio, dalla palestra al ristorante.
Emanuele Verda
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