Il presidente Trump ha sospeso i finanziamenti USA all’Organizzazione Mondiale della Sanità mentre è in corso nel mondo una storica pandemia influenzale che ha generato ad oggi malattie gravi a 2 milioni di persone e provocato la morte di 125 mila malati. Lo ha fatto perché sostiene che sia stata troppo lenta nel sollevare l’allarme per la minaccia globale del coronavirus, definendola “molto incentrata sulla Cina”. Un’affermazione azzardata che prende di mira quella che secondo Trump sarebbe una troppo lenta reazione dell’OMS a mettere in guardia dal rischio di trasmissione da uomo a uomo. Molti hanno preso le distanze da questo annuncio.
L’OMS è stata fondata come ente sanitario mondiale, senza alcun potere ma con responsabilità, dalle Nazioni Unite nel 1948 alla fine della seconda guerra mondiale. Dalle conferenze internazionali del secolo scorso, messe in piedi per combattere malattie come il colera e la peste, è nata l’idea di promuovere la salute globale e servire i più vulnerabili alle malattie infettive. Il mandato conferitole prevede l’assistenza sanitaria universale e la protezione dalle emergenze per oltre 3 miliardi di persone. Fornisce dati e raccomandazioni tecniche sulle minacce emergenti e supporta la completa e definitiva eliminazione delle malattie esistenti.
Gli Stati Uniti hanno stanziato una somma pari a 3 miliardi di dollari per finanziamenti sanitari globali a tutti i livelli e sono i maggiori contribuenti dell’OMS con un 10-15% di finanziamenti. Trump aveva già previsto comunque ad inizio anno, come suggerito dalla sua amministrazione, di tagliare una parte di tali contributi, peraltro versati in ritardo nei pagamenti annuali.
L’annuncio di Trump equivale ad un attacco all’affidabilità dei dati forniti dall’OMS e ai suoi sistemi di allerta, ma potrebbe rappresentare anche una seria minaccia per lui stesso che con questo tentativo cerca di trovare un capro espiatorio per quello che sta avvenendo negli Stati Uniti. Trump ha dichiarato l’emergenza nazionale soltanto il 13 marzo, dopo aver ripetutamente tentato di minimizzare l’epidemia e fallendo così nel preparare adeguatamente il suo paese.
Le opinioni riportate in quest’ultimi giorni sugli articoli di apertura dei quotidiani americani riconoscono la sua disastrosa incapacità a proteggere il popolo americano nonostante i ripetuti avvertimenti dell’OMS e di altri Paesi. L’accusa di cattiva gestione e copertura della minaccia viene lanciata oggi, quando l’OMS aveva dichiarato il coronavirus un’emergenza per la salute pubblica il 30 gennaio. Opinionisti famosi che fanno parte del “The Lincoln Project”, un comitato di azione politica nato nel 2019 da considerevoli politici repubblicani (lincolnproject.us), sono d’accordo nell’affermare: “Non abbiamo mai appoggiato un candidato democratico alla presidenza. Ma Trump deve essere sconfitto”.
Gli esperti sanitari, sgomenti e sconvolti, condannano la decisione di Trump considerandola pericolosa e miope dato che incautamente mette in pericolo le possibilità di porre fine alla pandemia il più velocemente possibile, privando l’OMS delle risorse di cui ha bisogno per guidare la lotta alla malattia. L’azione inoltre rischia di minare la collaborazione internazionale tra scienziati. Va infatti sottolineato il ruolo dell’OMS come forum per gli esperti di salute a livello mondiale. “Il punto di forza dell’OMS è che è in grado di riunire esperti della sanità pubblica di tutto il mondo per scambiare informazioni, rivedere prove scientifiche e formulare raccomandazioni di consenso basate sulla prova di prevenzione e controllo delle malattie”, ha affermato il prof. David Heymann, della London School of Hygiene & Tropical Medicine University.
Il coronavirus è la più grande sfida globale per la salute che tutte le economie abbiano mai affrontano da oltre 100 anni. Il taglio dei fondi può punire solamente le persone più vulnerabili. Sono 22 milioni gli americani che hanno presentato domanda di disoccupazione nelle ultime quattro settimane spazzando via un decennio di guadagni di lavoro. E le richieste sono in aumento.
L’amministratore delegato del secondo maggior finanziatore dell’OMS, la fondazione di Bill e Melinda Gates, ha dichiarato che si “opporrà fortemente” a qualsiasi taglio dei finanziamenti fondamentali per la crisi Covid-19, annunciando un’ulteriore donazione di 150 milioni di dollari per trovare un vaccino oltre ai finanziamenti offerti dalla “Gates Foundation” per la produzione di farmaci e sviluppo di nuove terapie.
Liliane Tami https://www.fdfa.admin.ch/europa/it/home/aktuell/medienmitteilungen.html/content/europa/it/meta/news/2025/3/25/104643 Berna, 25 marzo 2025 – La consigliera federale Élisabeth Baume-Schneider ha partecipato…
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