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Supermercati al tempo del Covid. Fasce orarie riservate agli “over 65”?

di Giorgio Ghiringhelli

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Appartengo alla categoria d’età degli over 65 , ossia di coloro che sono più a rischio di fare una brutta fine in caso di contagio di coronavirus. Pur essendo direttamente colpito dal recente provvedimento del Consiglio di Stato mirante a proibire agli anziani di fare acquisti nei supermercati fino al 29 marzo, capisco e approvo tale decisione che mira non solo a proteggere la nostra salute ma pure a evitare di sovraccaricare le strutture ospedaliere in questo delicato periodo. Dopotutto il divieto ha una durata limitata e non crolla il mondo se per una settimana non ci è data la possibilità di fare acquisti. Semmai questa limitazione insegnerà a tutti che se non si vuol dipendere dagli altri è sempre opportuno tenere delle scorte alimentari in casa, non solo in tempi di guerra. Se tutto va bene, a partire dal 30 marzo gli over 65 potranno nuovamente andare a far la spesa, ma, rispetto a una settimana fa – quando non vi erano ancora limiti all’afflusso di clienti nei supermercati – avranno la sgradita sorpresa di dover mettersi in coda all’aperto , magari con temperature basse e sotto la pioggia e magari sopportando sguardi di rimprovero e battute fuori luogo da parte di chi li considera come degli “untori”.

Vi sembra giusto sottoporre gli anziani a simili umiliazioni ? A me non sembra giusto, e dunque mi permetto di invitare il Consiglio di Stato a considerare la possibilità di introdurre per le prossime settimane nei vari supermercati delle fasce orarie riservate agli acquisti da parte degli over 65. Ad esempio a loro potrebbero essere riservati il martedì, il giovedì e il sabato dalle 8 alle 9.30. Dato che al mattino l’aria nei locali dei supermercati è più salubre e meno impregnata di goccioline di saliva magari infettata che restano sospese nell’aria per alcune ore, questa semplice misura potrebbe contribuire salvaguardare la salute degli anziani , a metterli al riparo da atteggiamenti astiosi e maleducati nei loro confronti e a rallentare l’afflusso di malati negli ospedali senza dover ricorrere a nuovi divieti generalizzati per chi , non per colpa sua, è nato prima del 1956.

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