“In questo periodo di calamità non può che giovare alla Lega”
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Ci siamo imbattuti nei social in questo interessante post, che vi proponiamo.
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Si vorrebbero rinviare le elezioni comunali; ebbene io sono contrario per i seguenti motivi:
1. tutti i partiti hanno consumato il budget a loro disposizione per la campagna elettorale (manifesti, inserzioni sui giornali e riviste, invii a tutti i nuclei familiari di flyer e altro materiale elettorale) per cui se le votazioni dovessero svolgersi a settembre o a ottobre non sarebbe possibile per le sezioni comunali ripetere tale azione;
2. stessa cosa per i candidati: chi più, chi meno hanno speso parecchi soldi per autopromuoversi: possono fare altrettanto a settembre?
3. il materiale elettorale è arrivato nelle case dei Ticinesi lunedì scorso, 9 marzo, e qualcuno avrebbe potuto già votare lo stesso giorno; a tutt’oggi (sabato 14 marzo) parecchie persone hanno già spedito la busta con le schede. Poi chiedo: quanto è costato allo Stato l’invio di tutto il materiale? È giusto spendere altrettanti soldi a settembre? È corretto interrompere un esercizio civico così importante mentre è in corso?
Si sarebbe dovuto ragionare sull’eventuale rinvio delle elezioni comunali prima dell’invio del materiale, c’era il tempo e il virus malefico era già a Chiasso. Non ci sono motivi oggettivi per sostenere tale rinvio. Infatti tutti i candidati si sono abituati a questa campagna elettorale 2020 cancellata dal coronavirus e tutti i cittadini possono votare da casa per corrispondenza, senza doversi recare al seggio elettorale; per i ritardatari ogni comune può sempre preparare un seggio elettorale (ricordo che in Francia, dove circola come da noi il coronavirus e non c’è il voto per corrispondenza, domani si vota per le comunali).
Si potrebbero avanzare due possibili piccoli motivi che potrebbero giustificare un rinvio (mi sono impegnato per cercarli!): l’utilizzo di molti impiegati per lo spoglio e il fatto che gli attuali politici che stanno gestendo la crisi debbano, se non rieletti, andarsene a casa. Ecco le facili soluzioni: per quanto riguarda lo spoglio possiamo benissimo impiegare meno gente e pazientare più giorni per avere il risultato; e i politici oggi in carica potranno (se del caso) continuare a gestire questa maledetta crisi e i nuovi eletti sederanno nell’esecutivo e nel legislativo dal prossimo settembre con buona pace di tutti.
Potrei aggiungere in conclusione (ma questa sarebbe una mia opinione e non più un dato oggettivo) che il rinvio delle elezioni comunali in questo periodo di calamità non può che giovare alla Lega, esperta a provocare i mal di pancia alla “gente”, e nuocere ai Verdi: avete sentito parlare in queste ultime settimane di ambiente? E dove è finita la Greta Thunberg? Non è un caso che il primo a chiedere il rinvio delle votazioni comunali sia stato Michele Foletti, municipale leghista di Lugano, che teme il raddoppio della lista rosso-verde a danno del suo partito.
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