11 coltellate, con una lama da 18 cm. L’assassino, un 19enne americano, Finnegan Lee Elder, con un collega coetaneo, in crisi d’astinenza per droga. La vittima, il vicebrigradiere Mario Ceriello Rega, 34 anni, sposato da 40 giorni.

La vicenda, alquanto torbida: uno spacciatore italiano fornisce della droga ai due rampolli americani “falsa”. Accortisene, i due americani lo aggrediscono, rubandogli il cellulare. L’uomo allora chiama le forze dell’ordine, interviene Ciriello, con il collega, ma l’americano gli si avventa contro trapassandolo con 11 coltellate.

Mario spira in ospedale, poco dopo. Non ha sparato contro l’assassino: non aveva la pistola. E se anche l’avesse avuta, non avrebbe potuto sparare perché sarebbe stato incriminato. è polemica, per entrambi i condizionali.

I presunti assassini finiscono all’interrogatorio. Christian Gabriel Natale viene bendato da un agente perché non dovrebbe guardare dei documenti delicati. La foto rimbalza su tutti i media e sui social, scatenando la paradossale indignazione per il trattamento che l’Italia avrebbe riservato al presunto assassino. Un politico del PD lo va a visitare in carcere; il padre dall’America vola per confortarlo e stargli vicino, preoccupato per quanto accaduto. In questura, non in quella notte, a Roma.

Già, in quella notte a Roma “nessuno potrà mai dire cosa sia esattamente successo” dice il legale della famiglia dell’americano. Col coltello dalla parte del manico.

Foto da Repubblica.it