Marocco. Si è così concluso il processo per gli assassini delle due turiste scandinave a Imil lo scorso dicembre, violentate e decapitate, e riprese, durante l’assassinio, poi diffuso dai siti Jihadisti.
Tre condanne a morte, ed ergastoli: la Corte di Salè ha accolto così le richieste dell’accusa per gli esecutori materiali, e al ginevrino di nazionalità ispanico-germanica ha inflitto 20 anni per “costituzione di banda terroristica”.
I condannati a morte sono Abdessamad Ejjoud, un venditore ambulante di 25 anni, capogruppo Jihadista, capo della spedizione omicida, e i suoi due compagni, Younes Ouaziyad, falegname di 27 anni, e Rachid Afatti, 33 anni, che ha filmato la scena. I tre uomini hanno decapitato, dopo averle violentate, le due turiste.
Vi sono altri imputati, 21 persone, tutte tra i 20 e i 51 anni, sono stati condannati a pene severe, dai 5 anni all’ergastolo.
Le due turiste uccise erano della Scandinavia e avevano 24 e 28 anni, ed erano andate in Marocco per scalare le montagne.
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