Rinnovo o riconferma per i 751 membri del Parlamento europeo. A recarsi alle urne saranno 400 milioni di cittadini nei 28 stati membri dell’Unione Europea.
Italia, come, quando e chi si può votare
In Italia si vota il 26 maggio per 76 posti per i quali si sono candidati ben 15 liste. Divisa in cinque circoscrizioni, ognuna diversa per latitudine, estensione e quindi per numero di seggi. Nord Est (15 seggi), Nord Ovest (20 seggi), Centro (15 seggi), Sud (18 seggi) e Isole (8 seggi), le 15 liste, ognuna delle quali doveva essere sottoscritta da 30-35mila elettori (se non avevano ottenuto alcun seggio alle scorse europee) sono composte dai principali partiti o da nuovi, provocatori.
In testa sono i due nemici-amici attualmente al governo, Lega e Cinque Stelle, capeggiati da Salvini e Di Maio poi l’opposizione, il Partito Democratico del novello Zingaretti, poi Forza Italia e Fratelli d’Italia, rappresentati rispettivamente da Silvio Berlusconi e da Giorgia Meloni. Innovativo e trainante è questa volta il Partito Animalista, movimento politico indipendente, che si batte contro i maltrattamenti degli animali e l’illegalità degli allevamenti intensivi che raccoglie ben 11 partiti animalisti di 11 paesi diversi; poi vi sono i Popolari per l’Italia, d’orientamento cristiano democratico europeista, capeggiati dall’ex premier del governo tecnico 2011-2013 Mario Monti; più europa di Emma Bonino, il partito di Pensiero e Azione di stampo antirazzista; il Partito Pirata, una non meglio nota organizzazione giovanile che coordina plurimi paesi europei, i partiti di estrema destra (tra loro non alleati) Casa Pound, di stampo sociale, e il nazional popolare Forza Nuova. Infine, gli ecologisti di Europa Verde e la Sinistra “pura e estrema” de La Sinistra.
Il sistema elettorale italiano per le europee è proporzionale puro: dal 2009, inoltre, c’è la soglia di sbarramento del 4 % su base nazionale. Si può votare il partito o il partito e i candidati, esprimendo in essi tre preferenze, che devono essere diversi per genere: o due donne e un uomo o due uomini e una donna, non tre uomini e non tre donne.
Tre dei 76 membri saranno effettivi per l’Italia solo dopo la Brexit.
I partiti, in linea generale, si dividono tra progressisti pro Ue (centro sinistra); conservatorismo anti UE (Lega), interventismo pubblico (estrema destra, sinistra, ecologia), libero mercato, (centro destra).
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