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“Sembra che oggi le armi siano in vendita al supermercato”… ma non è affatto così!

Lettera di Giorgio Piona (Pro Militia)

Quanto scrive Morena Ferrari Gamba é falso e non corrisponde alla situazione reale. Innanzitutto per chiunque possegga un’arma o abbia una minima conoscenza della legislazione attuale, l’affermazione della Signora è una palese falsità. Infatti già oggi chiunque voglia acquistare un’arma deve prima chiedere un permesso alle autorità cantonali, le quali lo rilasciano solo a precise condizioni, quali un casellario giudiziale vergine, e viene rifiutato (LArm art 8 cpv 2) alle persone che non hanno raggiunto i 18 anni, o sono sotto curatela, o sono registrate nel casellario giudiziale per delitti violenti o “danno motivi di ritenere che esporranno a pericolo sé stessi o terzì.

Inoltre “la persona che chiede un tale permesso per acquistare un’arma da fuoco per scopi che non siano lo sport, la caccia o una collezione deve indicare il motivo dell’acquisto” (LArm art. 8 cpv 1 bis). Inoltre, al momento in cui il potenziale acquirente richiede il permesso, deve indicare il tipo di arma, la quale viene poi registrata insieme alle generalità del possessore. Morena Ferrari Gamba continua nel suo scritto mescolando mezze verità, falsità intere, vere e proprie ridicolaggini, con l’evidente scopo di buttare fumo negli occhi dei lettori. Non è vero che si possono acquistare fucili d’assalto che sparano a raffica.

Per quanto concerne la tradizione popolare del tiro la invito a seguire il prossimo tiro federale di campagna che si svolgerà in tutti i poligoni della Svizzera il prossimo weekend del 24, 25, 26 maggio p.v. Inoltre per dissipare i suoi dubbi, circa la la realtà del tiro come sport di massa le ricordo la partecipazione dei tiratori ticinesi al tiro federale di campagna dell’anno scorso: in Ticino 3’524 tiratori al fucile a 300 metri e 1’815 alla pistola a 25 metri.

Tutti a votare NO ! Non c’é dunque alcun motivo per cui il popolo elvetico debba approvare il Diktat disarmista. Un Sì il 19 maggio permetterebbe all’UE di comandare in casa nostra, e di farlo contro le nostre leggi, contro le nostre tradizioni, contro la nostra volontà popolare. Un precedente deleterio che avrebbe pesanti conseguenze per il futuro della Svizzera.

La storia insegna: ottant’anni fa a Nord avevano i panzer, a Sud le camicie nere, a Est c’era l’armata Rossa. Oggi c’è la dittatura dell’UE. Non dimenticatelo quando dovremo rieleggere i nostri deputati della nostra bene amata patria.

Giorgio Piona

Relatore

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