di Tito Tettamanti
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Greta Thunberg, esile ragazzina nordica con le trecce, “elfo”. Può essere realmente lei a far tremare il mondo, a gettare nelle strade delle città del pianeta migliaia di alunni che hanno marinato la scuola? Ovviamente no, e allora è importante comprendere che cosa stia succedendo.
Nel suo testo l’Avvocato usa le parole “ipocrisia” (riferita primariamente ai politici) e “manipolazione” (di Greta, divenuta simbolo). Un articolo (per fortuna) contro corrente. Agli alunni in libertà Tettamanti non dice (come altri fanno, profondendo lusinghe a buon mercato) “siete meravigliosi” bensì “andate a scuola!”.
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Ora, dinanzi alle rispettabilissime preoccupazioni di una sedicenne intelligente e comprensibilmente impressionabile, e nei confronti della sua generazione, abbiamo il dovere di entrare in discussione non di applaudirla per liberarsene e di applaudire agli scioperi dei suoi compagni. Dirle che gli adulti di oggi possono anche essere riluttanti nell’imporre sacrifici pesanti alle future generazioni per risultati dubbi o perlomeno modesti, e doveroso è interrogarsi se la sostituzione del frigorifero non più idoneo serva più al clima o al venditore. Le strade dell’umanità non sono piane e unidirezionali ma scoscese, sconnesse e contorte. Lo scorso secolo si scioperava con scontri anche duri, ma si scioperava per poter lavorare a condizioni migliori e più dignitose. Oggi ogni occasione è buona per scioperare al fine di non lavorare o non andare a scuola. Infatti, lo scorso venerdì moltissimi allievi si sono riversati sulle strade e piazze scandendo slogan e mostrando striscioni a proposito del clima. Ma non sarebbe stato più utile dedicare la giornata allo studio dei problemi del clima? Non avrebbe permesso alle giovani generazioni di capire un po’ di più invece di usare per un argomento di tale importanza il tifo della curva nord?
Poi c’è la vil razza dannata dei cortigiani che vuole addirittura far conferire alla giovane Greta il premio Nobel, con l’applauso di tutti coloro che vogliono approfittare dell’innocenza di una sensibile sedicenne per sostenere i propri interessi o le proprie convinzioni ideologiche. Dimentichiamo le passate attribuzioni del Nobel della pace da personaggi afflitti da strabismo unidirezionale, ma mi addolorerebbe vedere Greta sbattuta a mo’ mostro in prima pagina per servire gli scopi di chi vorrà sicuramente manipolarla. Da bisnonno al piccolo elfo Greta non auguro il Nobel. Auguro per contro, senza che debba rinunciare alle sue idee, di ritrovare il sorriso, che si possano leggere sul suo viso la leggerezza, i sogni, l’ottimismo, le speranze dell’adolescenza. E tutti assieme vediamo di non usarla rubandole gli anni più belli della sua vita
Pubblicato nel CdT e riproposto con il consenso dell’Autore e della testata
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Tettamanti è un vecchio marpione a cui la vita ha riservato parecchie soddisfazioni e pochi bruciori di culo, (a parte forse negli anni 70 quando in Europa occidentale quelli come lui si guardavano spesso alle spalle e; sotto sotto, non escludevano di ritirarsi al sicuro in qualche paese bananiero). Adesso, quasi novantenne, pontifica quasi su tutto convinto (a ragione) di essere più attendibile della ciurma di tuttologi e politicanti che questo squarcio di secolo ci propina. Bene, però non si allarghi troppo e soprattutto eviti di propinarci la solita tiritera sui giovani strumentalizzati da chissà quali "forze oscure".Se il pianeta è uno schifo non è stata certo Greta a ridurlo così, e se per Tito ciò è indifferente perché fra non molto sarà costretto a "tirare il calzino", fatti suoi (e solo suoi). Una buona maggioranza dei cittadini del mondo non ha nessuna intenzione di perdere ancora tempo per rendersi conto che aveva torto.