Arriva il Beltra e mi accoglie con un rimprovero. “Hai commesso un errore!”. Ne faccio in continuazione. “Non hai scritto che questo aperitivo era riservato agli amici!”. Non mi era neanche venuto in mente. Ma perché poi uno dovrebbe prendersi la briga di organizzare aperitivi per i nemici?
Ma è un uomo forte il Beltra, forte e ottimista. Sembra in “recupero” ed è ansioso di battersi. Il partito (inteso come potentato e come struttura) gli ha mostrato il suo sfavore con il voto del Comitato cantonale, che ha premiato il valido e ascendente De Rosa. Ma alla fin fine il consigliere di Stato lo elegge il popolo (per fortuna) e davanti al popolo (non solo democristiano, ci sono anche i pagani) Paolo conserva le sue chances.
Mentre l’apero procedeva e il Beltra salutava e abbracciava a destra e a manca, io riflettevo. Che cosa vorrei sapere da Paolo? Quali domande vorrei porgli?
Come ci si sente quando la stampa ti attacca? Hai saputo conservare gli amici? Quanti ti hanno lasciato cadere, ti hanno abbandonato? Ci sono dei momenti in cui hai pensato “non posso farcela”?
C’è la psicologia della persona (l’astuzia, la tenacia, la fedeltà, il coraggio, la forza d’animo, la pusillanimità, la doppiezza, il tradimento) e c’è la psicologia della massa, che può essere modellata con abili tecniche. Se domandassero a me “quanto conta la psicologia in politica?” risponderei convinto “ben oltre il 50%”.
Sì, la competizione fa bene al PPD. C’è un clima positivo e tanta voglia di battersi. Forse anche la speranza di essere usciti dal tunnel, un lungo incubo che ha messo in croce il capo del DSS e, con lui, tutto il partito.
Il Rapporto finale della Commissione parlamentare d’inchiesta non è troppo sfavorevole a Beltraminelli, anzi in un certo senso ha migliorato la sua posizione pericolante. Ci sono altri responsabili, non è solo lui, non tutto grava sulle sue spalle (indubbiamente larghe).
Fabio Soldati, un aneddoto. Incontro con piacere il mio vecchio amico scacchista, che col suo Corriere nel Cantone fa l’opinione. Ha visto il suo Amministratore delegato involarsi all’improvviso verso il vertice RAI. “È passato di colpo da 300.000 a 60.000.000” ha commentato imperturbabile l’avvocato Tettamanti, che di cifre si intende.
Siamo sballottati dalla folla ma cerchiamo ugualmente di barattare qualche parola. Mi dice: “Sono stato anch’io in politica. In campagna elettorale organizzai un bell’aperitivo in un comune, importante per me”. “Quale?” “Non mi viene in mente. Fu un trionfo (è pur vero che pagavo da bere a tutti). Tutti mi applaudivano, mi sentivo amato, un eroe. Dopo la votazione andai a verificare (è possibile) il numero di preferenze da me ottenute in quel comune: tre!“. “Prego, un prosecco per l’avvocato. San Pellegrino per me”.
La politica è così. Se uno non la sopporta, può dedicarsi al golf o al bridge (stupende attività competitive). A Magliaso hanno un circolo di bridge che svolge una bella attività.
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