Obbligare i giovani fino alla maggiore età a formarsi, sia al liceo o attraverso un apprendistato, mi pare un’idea interessante e da approfondire.
Obbligarli a formarsi con un percorso al liceo, in una scuola professionale o con un apprendistato é buona cosa e permetterà di avere meno giovani senza un futuro.
Una proposta che arriva dal Consigliere di Stato socialista che a mio avviso merita attenzione e approfondimento.
Piero Marchesi
* * *
Questa presa di posizione dell’UDC (e Area Liberale, v. Morisoli) è audace e rischia di spiazzare i rimanenti partiti.
Il PLR, che da 8 anni è privo del DECS, deve oggi ascoltare e vagliare le proposte di Bertoli, in attesa di tempi migliori. La Scuola che verrà l’aveva approvata, alla grande.
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Se tutto dipendesse dai possibili giochi politici, che diamine! il "busillis" potrebbe essere risolto nel senso prospettato. L'idea di mandare a scuola sino a 18 anni è certo realistica (almeno faute de quoi), non solo interessante. Ma così, fuori dai denti, che cosa far loro fare? Chi riesce riesce già, ma qui stiamo parlando di chi verosimilmente fatica a riuscire e bisogna chiedersi il perché, oltre a porsi la domanda perché vi sia fra i giovani tanta mancanza di interessi e prospettive. È un fatto assodato che i problemi si creano dopo la scuola media, perché fin lì apparentemente va tutto bene. Messo in un cantuccio è quel discorso che si è ripetuto per mesi: la nostra scuola è un unicum rispetto agli altri Cantoni. Non si vorrebbe che essa diventasse un unicum anche perché priva di fini e attività precise e si limitasse a parcheggiare certi suoi utenti, spostandoli dal divano e dallo smartphone a qualche impiego indefinito del tempo. Totalmente cervellotica sarebbe l'idea di costruire curricoli miracolistici quando mancasse, precedentemente, un'attività propedeutica atta a interessarli meglio e farli applicare secondo doti e disposizioni. Ma qui entriamo in quel terreno che la scuola ticinese non ha mai voluto nemmeno sfiorare.