Idoli, il potere dell’Immagine | a Venezia, palazzo Loredan va in mostra il sacro arcaico

“L’ipotesi che il Dio padre di tutte le religioni monoteiste fosse stato in origine una Dea Madre iniziò a delinearsi dopo la scoperta delle prime veneri paleolitiche, dove il corpo femminile era sentito come centro di forza divina. (…) queste le parole di Giancarlo Ligabue, mio padre.” A parlare è Inti Ligabue, Presidente della Fondazione Giancarlo Ligabue, che ieri, 14 settembre 2018, ha encomiabilmente inaugurato la mostra intitolata Idoli, il potere dell’immagine, aperta al pubblico da oggi sino al 20 gennaio 2019.

Lo sfregiato. Uno dei pezzi della Mostra.

Dei, sovrani, eroi. E’ la vitalità del sacro arcaico, dalla Mesopotamia all’Iberia, dall’Anatolia all’Arabia, dall’Indi alle Cicladi, che in un viaggio estremo da Oriente a Occidente, si mette in mostra a noi, profani di un’epoca frenetica che, per un istante, ci fermiamo, a contemplarla.

Una religione pulsante di sacro e di vita, di morte e di nascita. Personaggi del neolitico, divinità create ad immagine e somiglianza dell’uomo, sacerdoti dal volto ovale che mirano il cielo stellato, donne cariche di femminile pinguetudine per procreare, per sconfiggere la morte.

Sono quasi 100 le statuette neolitiche dal 4000 al 2000 a.C. che si offrono agli sguardi di chi, come gli artisti e gli scultori del ‘900 resteranno affascinati dalla sacralità che si fa uomo, a immagine e somiglianza e al potere che si fa divinità.

La Fondazione Giancarlo Ligabue, che tra le statue va fiera della Venere Ligabue, uno dei tanti manufatti affascinantidi questa mostra, ringrazia pertanto la curatrice Annie Caubet, già curatrice onoraria al Museé del Louvre, che con semplicità e accoglienza, ieri, ha inaugurato la mostra.