La SECO ha deciso di concedere il diritto alle rendite dell’assicurazione contro la disoccupazione svizzera (AD) anche ai dipendenti del casinò di Campione d’Italia (che formalmente non sono licenziati) purché siano residenti in Svizzera. In circa i 2/3 dei casi di tratta di permessi B. I dipendenti del Casinò di Campione non hanno mai versato contributi all’assicurazione contro la disoccupazione svizzera.
La SECO argomenta che, in caso di mancato intervento, queste persone rischierebbero di finire a carico dell’assistenza. Dimenticando però che i requisiti d’accesso alle prestazioni assistenziali sono restrittivi (reddito e sostanza; ulteriori difficoltà per i dimoranti) e che queste prestazioni, limitandosi a coprire il minimo vitale, sarebbero comunque nettamente inferiori alle rendite di disoccupazione; specie in considerazione degli elevati livelli salariali del Casinò di Campione.
A rendere la decisione della SECO ancora più infondata, le decurtazioni delle rendite AD decise negli anni scorsi con la revisione LADI, a danno dei lavoratori che hanno sempre pagato i contributi, e motivate con necessità di risparmio. Le necessità di risparmio non valgono per i dipendenti del Casinò di Campione?
Chiedo al Consiglio federale:
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