In relazione alle Blacklist (liste che contengono i nomi di coloro che non pagano i premi di cassa malati) e al noto e recente caso di un uomo morto di AIDS. Tratto da un articolo apparso oggi su un quotidiano.
“Sarebbe potuto capitare anche nel Ticino, considerato che quasi 4.000 cittadini sono sulla blacklist. Chi condanna alla blacklist deve assumersi fino in fondo, sul versante morale ma non solo, il rischio di condannare a morte un proprio simile. Come sia possibile che nella civile Svizzera, in pieno terzo millennio, questo possa succedere proprio non è eticamente comprensibile. Eppure c’è chi, con inquietante disinvoltura, lo giustifica e lo sostiene anche dopo il ferale accadimento che ha fatto la recente cronaca. Da rilevare che a decretare l’inumana sanzione non sono gli assicuratori malattie, ma i Cantoni, che impartiscono ordini perentori ai primi di non pagare le cure.”
Forse è semplicistico ma vien da domandarsi: se si possono avere le cure anche senza pagare i premi, a che cosa serve assicurarsi? Il numero degli “assicurati” morosi non potrebbe aumentare a dismisura?
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