Estero

Trump si ritira dall’accordo sul nucleare con l’Iran. Leader europei: “siamo rammaricati e preoccupati”.

Raggiungere l’accordo sul programma nucleare iraniano non era stato facile. Dopo lunghi anni di sanzioni a Teheran e un anno e mezzo di faticose trattative, le potenze occidentali erano riuscite finalmente a giungere ad un accordo nel luglio del 2015. L’Iran avrebbe limitato lo sviluppo del programma nucleare mentre gli Stati Uniti, le Nazioni Unite e l’Unione europea avrebbero rimosso le sanzioni che avevano imposto al paese. L’accordo era stato definito da The Guardian come “il più importante programma di controllo degli armamenti dei tempi moderni e un raro successo diplomatico nel Medio Oriente”.

È evidente che l’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non la pensa così e perciò continua imperterrito nel suo promesso smantellamento degli obiettivi raggiunti dalla precedente amministrazione Obama.

Ieri, nel corso di una conferenza Trump ha annunciato che “Gli Stati Uniti si ritirano dall’intesa sul nucleare”. La motivazione sarebbe che il governo iraniano “ha mentito e continua la ricerca di armi atomiche”. Trump ha dichiarato che Teheran ha continuato ad arricchire l’uranio per costruire armi e ha definito l’accordo siglato da Obama “imbarazzante”, un accordo che “non ha mai portato alla pace e mai vi porterà”.

L’uscita dall’accordo comporterà il ripristino delle sanzioni economiche che, promette Donald, “saranno le più pesanti possibili” perché gli USA vogliono mandare un segnale di forza all’Iran che appoggerebbe “le organizzazione terroristiche, dagli Hezbollah ai Talebani” compromettendo la pace nel Medio Oriente.

Le sanzioni colpiranno maggiormente l’export di petrolio, settore di fondamentale importanza per Teheran, ma anche i servizi finanziari e l’industria aeronautica. Finché l’Iran non accetterà di rinunciare permanentemente al nucleare e metterà al bando programmi missilistici, Washington non “non vuole lasciare che usi i mercati e il sistema finanziario statunitense e operi in dollari” ha dichiarato il segretario al Tesoro Steven Mnuchin. Ad essere colpiti da questa dura politica saranno anche i paesi in affari con l’Iran: le aziende estere avranno un periodo di tempo transitorio di 90-180 giorni per chiudere ogni affare, se si rifiutano di farlo dovranno fronteggiare le conseguenze imposte dagli americani.

Federica Mogherini, l’Alto rappresentante UE per la politica estera e la sicurezza ha lanciato un appello ai leader iraniani: “Restate fedeli ai vostri impegni e noi resteremo fedeli ai nostri”. Un appello che non è rimasto inascoltato a giudicare dalle parole del presidente Hassan Rouhani che ha dichiarato: “L’Iran non abbandonerà l’accordo nucleare e non cederà all’atto di guerra psicologica deciso da Trump. Siamo pronti a discutere con Ue, Russia e Cina per avere le garanzie necessarie”.

Rammaricati e preoccupati i leader europei, mentre sembrano appoggiare la decisione di Trump l’Arabia Saudita e il premier israeliano Netanyahu: “Decisione buona e coraggiosa. Se l’Iran attacca, assaggerà la nostra forza”.

MK

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