Bedano, Svizzera. La filiale della multinazionale tedesca Mubea, che si occupa di manifattura e produzione di molle per automobili, conta 98 persone, tutte impegnate, oltre che nella loro professionalità, ad aiutare. Dai terremotati di Amatrice ai bambini denutriti in Guatemala, i progetti si susseguono, su piani paralleli, unici e complementari.
Esquipulas, Guatemala. Una ragazza di 14 anni con un neonato tra le braccia si aggira nei sobborghi del paese della provincia di Chiquimula, a poche decine di km con le Honduras e San Salvador. Fortunatamente, la ragazzina e suo figlio, troveranno un posto sicuro, che istruisca lei su come curare lui, dove trovare le materie prime per cucinare pasti sostanziosi, come strapparlo alla denutrizione; il piccolo ivi starà sino al suo pieno recupero, sino a che le sue condizioni non si saranno normalizzate; dopo di che, tornato nella propria casa, avrà controlli medici periodici.
La struttura che offre assistenza a molti casi come questo, madri molto giovani con bambini denutriti, si chiama la Ciudad de la Felicitad, ovvero la città della felicità, ed è gestita dalle Sorelle della Congregazione di Marta e di Maria e dal missionario italiano Andrea Francia.
La filiale svizzera di Mubea, nell’ambito dell’iniziativa Mubea Health, ha stanziato un fondo di 10mila euro alla Ciudad de la Felicitad, oltre che a scuole per i bambini del terzo mondo e ospedali, con finalità sociale di miglioramento e di risoluzione per le situazioni segnalate in ambito di istruzione e di salute.
A raccontarlo è ancora Rita Cunsolo, Purchaising Responsible di Mubea già artefice, assieme a al Plant Manager Stefano Masoero e al Managing Director Claudio Papoccioli, della raccolta fondi per i terremotati di Amatrice.
Rita racconta di aver ascoltato le testimonianze di una sua conoscente, il medico Ilaria Arcuri, già volontaria della Croce Rossa.
“Ilaria era appena tornata da tre mesi di volontariato in Guatemala, mi ha parlato del suo progetto, e io ho riferito tutto al mio team. Era una progetto che ci sembrava più grande di noi, ma la Mubea Corporation, legata a Mubea Health, ha deciso di sposarne la causa, stanziando un fondo di 10mila euro sul conto di Nutrizionisti Senza Frontiere, assicurandone la continuità per un anno, e comprendendo il miglioramento dei territori legati al cibo. A dicembre, nella nostra sede di Bedano, avremo una rassegna con tanto di taglio del nastro per raggiungere l’obiettivo che ci siamo proposti: seguire i passi e le piccole conquiste del progetto con veri fiche trimestrali. Per il momento, incrociamo le dita!…”
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