Le parole chiave di questo comunicato le abbiamo evidenziate in neretto. Se fosse vivo Saddam Hussein (ma l’hanno impiccato) esclamerebbe “Questa è la madre di tutte le battaglie!” Sarà non dura, bensì durissima, un’autentica lotta per la vita e per la morte.
Gli ultimi tempi non sono stati favorevoli all’UDC svizzera, grande ma isolata e messa nell’angolo dal “gioco sporco”, abilmente coalizzato, degli altri partiti.
Ma… LA POLITICA È UN PENDOLO, mi diceva sempre Gianfranco (che placido ci guarda dal Cielo). “Se perdi oggi, non sarà per sempre, domani (forse) vincerai. Se vinci oggi, non sarà per sempre, domani perderai.”
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La precedente assemblea aveva incaricato la direzione del partito di presentare delle varianti del testo dell’iniziativa. Il gruppo di lavoro misto – UDC e ASNI (Azione per una Svizzera neutrale e indipendente) – presieduto dall’ex-capogruppo UDC alle Camere federali, Caspar Baader, ha proceduto all’esame di diverse alternative, che poi la Direttiva e il Comitato del partito hanno a loro volta ridotto, presentandone infine all’assemblea due: una, la disdetta pura e semplice dell’attuale accordo di libera circolazione delle persone con l’UE, la seconda, più elaborata, volta anche a imporre il divieto del principio della libera circolazione in qualsiasi trattato internazionale, compreso quindi anche l’attuale accordo.
Si chiedeva quindi all’assemblea di esprimersi, sulle due varianti dando poi mandato alla Direzione del partito di elaborare il testo definitivo in accordo con l’ASNI, con il termine perentorio della fine dell’anno per il lancio della relativa iniziativa popolare e della raccolta delle firme. E l’assemblea ha aderito con entusiasmo alla richiesta di lasciare ambedue le alternative (con netta preferenza alla seconda) sul tavolo della Direttiva, che concorderà il testo definitivo con l’ASNI.
L’iter, che necessita del consenso di due diversi enti, l’UDC e l’ASNI, procede quindi secondo la tabella di marcia e – contrariamente a quanto certi avversari dell’UDC andavano insinuando, ossia che il partito non avrebbe osato andare fino in fondo chiedendo la revoca della libera circolazione, con il rischio di far cadere altri sei accordi bilaterali a causa della clausola ghigliottina – entro la fine dell’anno la raccolta delle firme avrà inizio.
L’UDC Ticino se ne rallegra e invita già sin d’ora tutti i cittadini di questo cantone – particolarmente toccato dalla libera circolazione in quanto regione di confine – a sostenerla con la propria firma quando sarà il momento.
UDC Ticino
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