“Ricerche tedesche” e “Processi analitici della forma e del colore”
Lore Bert, Ivo Ringe, Claudia Desgranges, Maria Wallenstall-Schoenberg, Herbert Mehler, Sonja von Hoeble, Cecilia Vissers.
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Siamo onorati di pubblicare questo contributo di Andrea del Guercio, professore a Brera e direttore della Five Gallery di Lugano.
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E’ in corso presso Five Gallery a Lugano un articolato ciclo di esposizioni frutto di un lavoro di indagine e di verifica condotto, lungo l’arco di un anno, nel vasto panorama artistico tedesco; un’indagine che abbiamo condotto frequentando le grandi Fiere d’Arte e le diverse sedi museali; la presentazione monografica degli artisti si fonda su una Raccolta di Opere contrassegnata da approfondimenti mirati nella articolata area dei ‘processi analitici della forma e del colore’. Il percorso di ricerca, fondato sulla diretta frequentazione dei singoli atelier, contrassegna con l’istallazione delle opere, la dimensione calda di una casa privata nel cuore di Lugano; un’istallazione che permette al visitatore una fruizione diretta, quasi familiare, di sculture e dipinti nello spazio raffinato di Five Gallery.
Claudia Desgranges, Herbert Mehler, Sonja von Hoeble.
Il colore, “trascinato” con maestria lungo fogli di metallo, o sulla carta dei grandi libri d’artista, è al centro delle rigorose sperimentazioni di Claudia Desgranges. Questo processo, contraddistinto dall’utilizzo di pennellesse a pettine, sfibra la composizione del singolo colore, evidenziando pienamente la sostanza psicologica di una natura luminosa. Si riconosce, così, la creazione di una vera e propria “scrittura cromatica”, che prende in considerazione supporto e strumenti, dove ogni singolo colore esprime al meglio i valori che gli sono propri, rinnovandoli continuamente. Due diversi linguaggi visivi, caratterizzano il lavoro di Sonja Edle von Hoeβle, frutto di un’unica fonte d’ispirazione, il paesaggio boschivo: l’estensione policroma del colore e l’eleganza della scultura appaiono di fatto i frutti, indipendenti, di una osservazione della ramificazione dell’albero nel bosco, dove il legno si adatta flessibile, si intreccia e si interseca, così come il fogliame e le acque attraverso la sollecitazione del vento e delle atmosfere. Sempre alla natura e alle relazioni con la botanica e da questa all’architettura, si ispira la produzione scultorea di Herbert Mehler. La monumentalità mostra il raggiungimento di una grande solidità espressiva: alberi e fiori, piante grasse, steli e boccioli, semi e frutti appaiono rivisitati rispetto alla forma originaria attraverso un processo analitico rintracciabile nella prassi di un dettagliato sguardo rinascimentale.
Tutti gli artisti presenti nel ciclo ‘Ricerche Tedesche’ sono in esposizione nella Quadreria della Galleria.
Prossima inaugurazione giovedì 8 giugno ore 18.00 con uno sviluppo espositivo che attraverserà l’intera stagione espositiva.
Opere pittoriche di Ivo Ringe e sculture/fotografie di Cecilia Vissers.
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Note dedicate a ‘Ricerche tedesche’.
Allo sviluppo dell’indagine ed hai risultati proposti nella successione delle inaugurazioni, ha corrisposto un rapporto di partnership con le gallerie, da Koln a Munchen, da Mainz a Wurzburg, andando ad attraversare l’intero tessuto geografico-culturale della Germania; il risultato complessivo appare quindi un primo e dettagliato spaccato, un rappresentativo momento di osservazione e di conoscenza di autori colti per singole specificità espressive ma anche indicatori di un panorama della cultura artistica contemporanea. Non deve sfuggire quanto all’interno del patrimonio dell’arte tedesca sia da tempo presente, la più ampia internazionalizzazione dei sistemi espressivi, delle grammatiche visive e delle diverse linee di ricerca e di sperimentazione; questo dato ci consegna autori che allargano verso la ‘dimensione europea’ di questo ciclo di Mostre. Abbiamo la certezza critica, frutto del lavoro di ‘ascolto’ di ogni autore e del suo procedere espressivo, che sarebbe errato restringere ed escludere dal nostro lavoro tutti i processi di interferenza in grado di rivelare la dimensione complessa che ogni opera è in grado di riversare nella fruizione sensibile ed essere colta dalla frequentazione estetica: il pigmento e il ferro, la carta e l’olio, ma anche la geometria e il gesto, il buio e l’arancio, la dimensione spaziale e il frammento, la tecnica e il caso, costituiscono il patrimonio su cui operano, attraverso una più diretta personalizzazione espressiva, quei ‘processi analitici’ che hanno rinnovato nella contemporaneità l’eredità dell’Arte Concreta.
prof. Andrea del Guercio
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